Libri
stampa

La metropoli, città senza cittadinanza

Carlo Olmo
Città e democrazia.
Per una critica delle parole e delle cose
Donzelli editore - Roma 2018
pp. 176 - euro 27

La metropoli, città senza cittadinanza

Il rapporto tra città e democrazia segna la storia dell’umanità, una storia in cui le due parole hanno assunto nel tempo significati diversi, sino ad arrivare a discostarsi. La parola democrazia conosce una crisi legata alla perdita di rapporto con lo spazio e con il limite, concetti che erano a fondamento di altri due termini chiave: rappresentanza e cittadinanza. La parola città ha mutato i significati di luoghi fondamentali della democrazia, come la piazza e, per la storia della modernità, i luoghi dell’industria, svuotati e divenuti un problema e insieme un’occasione per altri fondamentali termini che segnano quel rapporto: ricostruzione, rigenerazione, vuoto e lutto. Non solo. A mutare la relazione tra città e democrazia è intervenuto un fenomeno assai complesso: il ruolo che memoria e identità hanno assunto, almeno dal 1989, nelle politiche urbane e in quelle territoriali. Sono i musei e i luoghi riconosciuti come patrimoni, spesso universali, a guidare le politiche di rigenerazione, intesa quale dimensione di consumo – turistico e culturale – delle città. Le diseguaglianze crescenti prodotte dalla diffusione, in tutto il mondo, di modelli di comunità chiuse, sembra si vogliano pacificare attraverso una memoria che è in realtà costruita e narrata su conflitti e divisioni, è popolata di mura, reali e metaforiche.
Carlo Olmo, preside della facoltà di Architettura del Politecnico di Torino dal 2000 al 2007, nel suo Città e democrazia. Per una critica delle parole e delle cose, edito per Donzelli, propone una sintesi di quanto appena detto: è nello stravolgimento della metropoli contemporanea che vanno ricercati i motivi della crisi dell’idea di cittadinanza, ed è questo evidente declino del rapporto tra cittadino e metropoli che manda in cortocircuito il senso stesso della democrazia nella nostra società. La metropoli contemporanea ha nella perdita del confine uno dei suoi tratti peculiari, e una città senza confini è una città senza cittadinanza, che significa un insieme di relazioni sociali senza più collante comunitario: senza asili, senza trasporti pubblici, senza biblioteche.
Il risultato è una metropoli fondata sulla patrimonializzazione dello spazio pubblico: “Lo spazio patrimonializzato – scrive Olmo – rappresenta un autentico coacervo di legami tra spazio e società, dove ciò che tende a scomparire, quando lo spazio diviene astratto e la cittadinanza un esercizio per un numero decrescente di cittadini, è proprio la città”. D’altra parte, se la città è, per dirla con Olmo, una “produzione sociale”, il deteriorarsi tra spazio e popolazione trasforma la città proprio nella metropoli, che produce una quasi inevitabile crisi della cittadinanza. È da qui che occorre insistere per cogliere i tratti distintivi della crisi della democrazia, sviluppando e innervando ragionamenti che individuano nella metropoli l’anello fondamentale di nuove forme di relazioni sociali.

Tutti i diritti riservati
La metropoli, città senza cittadinanza
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento