La scuola siamo noi
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Era proprio necessario cambiare ora le pagelle degli alunni delle elementari?

Una nuova metodologia valutativa per la scuola primaria: era necessaria?
Probabilmente la risposta è sì, se intendiamo la valutazione in prospettiva formativa e vogliamo dare valorizzazione al miglioramento degli apprendimenti degli alunni, cosa che la sterilità del voto numerico non ci consente di attuare.

Parole chiave: Pagelle (1), Alunni (1), La scuola siamo noi (7)
Era proprio necessario cambiare ora le pagelle degli alunni delle elementari?

Una nuova metodologia valutativa per la scuola primaria: era necessaria?
Probabilmente la risposta è sì, se intendiamo la valutazione in prospettiva formativa e vogliamo dare valorizzazione al miglioramento degli apprendimenti degli alunni, cosa che la sterilità del voto numerico non ci consente di attuare. Sul fatto che fosse necessaria proprio a metà dell’anno scolastico in corso e in questo particolarissimo periodo storico, se ne può discutere.
Gli alunni, e soprattutto le famiglie, erano abituati al sistema valutativo numerico che poi sarebbe stato lo stesso anche alla scuola secondaria. Gli insegnanti pure. È vero, è stata fatta una formazione specifica per i docenti direttamente dal Ministero (e si spera anche nei singoli istituti scolastici), ma forse troppo “di corsa”, i nuovi metodi valutativi richiedono sperimentazione e sedimentazione. Soprattutto un cambiamento di metodologie della didattica che prevedano attività per lo sviluppo delle dimensioni che si vanno a valutare – cioè l’autonomia, la continuità e l’utilizzo delle risorse da parte degli alunni – cosa non facile da attuare repentinamente.
Già da tempo in realtà si chiede agli insegnanti di valutare le competenze degli alunni ed è molto difficile farlo con il sistema numerico, in quanto non si valuta un prodotto ma un processo di apprendimento e lo si può fare attraverso rubriche valutative e giudizi descrittivi.
Diamo dunque uno sguardo più da vicino a questi nuovi criteri definiti dall’Ordinanza ministeriale n. 172 del 4 dicembre 2020 a decorrere da questo anno scolastico per la valutazione periodica (primo quadrimestre) e finale (secondo quadrimestre) degli apprendimenti.
È previsto che, per ciascuna delle discipline di studio definite dalle Indicazioni nazionali, compreso l’insegnamento trasversale di educazione civica, vengano riportati gli obiettivi di apprendimento nel documento di valutazione, correlati ai seguenti livelli di apprendimento:
a) in via di prima acquisizione (significa che l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente);
b) base (significa che l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità);
c) intermedio (significa che l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo);
d) avanzato (significa che l’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità).
La descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti, la valutazione del comportamento e dell’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa non subiscono cambiamenti rispetto al passato.
Un bel miscuglio, insomma.

* Insegnante Scuola primaria - IC Verona 8

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