La città di Dio

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Zenti mons. Giuseppe

Luca 18,9-14

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Senza fare sconti sulla serietà e importanza della stagione di vita che interessa il mondo dei giovani, papa Francesco segnala la strada della vera riuscita proprio nella stagione della loro crescita e della loro maturazione...

Nella sua Esortazione Christus vivit papa Francesco affronta il tema dell’amicizia di cui un giovane vive: “L’amicizia è un regalo della vita e un dono di Dio... Gli amici fedeli... sono un riflesso dell’affetto del Signore... Avere amici ci insegna ad aprirci, a capire, a prenderci cura degli altri, a uscire dalla nostra comodità e dall’isolamento, a condividere la vita” (CV 151). E convalida queste sue affermazioni con la citazione, fra le altre possibili, di un famoso aforisma biblico estratto dal libro del Siracide: “Per un amico fedele non c’è prezzo” (Ivi).

Nella sua esortazione Christus vivit, papa Francesco riconosce che i giovani sono desiderosi e bramosi di vivere il presente, sfruttando al massimo le sue possibilità. Nello stesso tempo intercetta in loro anche una voglia di futuro (Cfr CV 144)...

E siamo al capitolo quinto della Christus vivit. Papa Francesco entra nell’orizzonte del mondo della giovinezza facendo riflettere i giovani sul valore inestimabile della stagione che tocca loro in sorte di vivere...

Dopo aver evidenziato le tre verità fondamentali della fede cristiana in rapporto all’uomo, da tenere sempre presenti: “Dio ti ama, Cristo è il tuo Salvatore, Egli è vivo”, papa Francesco mette in risalto la funzione dello Spirito Santo nel percorso della formazione umana e cristiana dei giovani...

Dopo aver annunciato ai giovani il Vangelo dell’amore di Dio in Cristo “Dio ti ama!”, papa Francesco aggiunge: “Cristo ti salva!”. E ne conferma il senso con due citazioni bibliche riportate al paragrafo 118: “Avendo amato i suoi che erano nel mondo, Gesù li amò fino alla fine” (Gv 13,1); “Questa vita io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” (Gal 2,20). Mediante il suo mistero pasquale Cristo ci ha salvati dai nostri peccati e continua a salvarci nell’oggi...

Senza prendere scorciatoie edulcorate per entrare nel cuore dei giovani, papa Francesco ha preferito scegliere la via della fiducia nei loro confronti. Avendo come entroterra l’aforisma di Agostino: “Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non trova riposo in te”, così si esprime: “Al di là di ogni circostanza, a tutti i giovani voglio annunciare la cosa più importante, la prima cosa, quella che non dovrebbe mai essere taciuta” (CV 111)...

Dal paragrafo 103 dell’Esortazione post sinodale Christus vivit, papa Francesco cambia stile di approccio. Da un approccio culturale di carattere generale, nel quale descrive la situazione fenomenologica che riguarda il mondo giovanile in un orizzonte mondiale, passa ad uno stile colloquiale rivolto ad ogni singolo giovane...

Purtroppo, il fenomeno degli abusi sui minori è antico e tocca tutte le società. Vi sono coinvolti laici e, quel che è peggio, anche consacrati, sacerdoti e vescovi: “Questi peccati provocano nelle vittime sofferenze che possono durare tutta la vita e a cui nessun pentimento può porre rimedio” (CV 95)...