L'opinione
stampa

La speranza nel futuro è viva nei giovani, non rubiamogliela

«Per favore non lasciatevi rubare la speranza!». 24 marzo 2013, domenica delle Palme: si è alzato il grido di papa Francesco, che ha esortato i nostri giovani a non cedere allo scoraggiamento. E domenica scorsa in occasione del Meeting adolescenti, il vescovo Giuseppe Zenti, davanti a 5mila adolescenti e giovani, ha detto «Voi siete chiamati a essere i profeti della Speranza in quanto testimoni di speranza, perché voi siete davvero la speranza della nostra Chiesa in Gesù, che è la nostra Speranza»...

Parole chiave: Don Nicola Giacomi (1), Opinione (62), Giovani (38)
Giacomi don Nicola

«Per favore non lasciatevi rubare la speranza!». 24 marzo 2013, domenica delle Palme: si è alzato il grido di papa Francesco, che ha esortato i nostri giovani a non cedere allo scoraggiamento. E domenica scorsa in occasione del Meeting adolescenti, il vescovo Giuseppe Zenti, davanti a 5mila adolescenti e giovani, ha detto «Voi siete chiamati a essere i profeti della Speranza in quanto testimoni di speranza, perché voi siete davvero la speranza della nostra Chiesa in Gesù, che è la nostra Speranza».
Ma sono davvero i nostri giovani ad abbattersi nel mondo d’oggi? O è l’intera società a non aver fiducia in loro e a non essere più capace di riporre speranza nelle nuove generazioni? Troppo spesso nell’ultimo periodo ho sentito da più parti che i giovani d’oggi non sono capaci di fare nulla, che non hanno valori, all’infuori di alcool, droga, gioco d’azzardo, proiettati solo sui loro smartphone o sui social network. Quante volte sono stato testimone di racconti di adulti preoccupati che dicevano: «In questa società se non c’è speranza per me, come potrà esserci per mio figlio?».
Dopo un’estate in cui ho visto più di 2mila adolescenti e giovani della nostra diocesi partecipare ai campi estivi organizzati dalle nostre parrocchie e dal Cpag, dopo i tantissimi Grest e dopo il Meeting di domenica scorsa, qualche domanda me la pongo. Ho parlato con molti adolescenti in questi anni, ho conosciuto le loro storie, ho pianto e riso con loro. Molti li ho visti crescere e quelli che ieri erano ragazzetti scanzonati e con tanti sogni nel cassetto, oggi sono già uomini o donne realizzati. Magari a 23, 24 anni. Già, i sogni nel cassetto. I sogni vivono nei nostri ragazzi, li accompagnano nel quotidiano e danno loro quella speranza che spesso la società cerca di far credere che non c’è. Mi tornano spesso alla mente le prime parole di Gesù Risorto: «Non abbiate paura!». Io non ho paura per il futuro dei giovani della nostra città. Non ho paura, per quelli che si danno da fare, nonostante tutto. Nonostante lauree a pieni voti e le delusioni nel mondo lavorativo. Nonostante si adattino a sbarcare il lunario nei fast food, nei lavoretti stagionali sul lago o in città, o a fare i camerieri. Nonostante molti scappino all’estero. Nonostante troppo spesso per media e opinione pubblica sia più facile dire che va tutto a rotoli e l’esistenza è precaria, solo perché un giovane compie un gesto sbagliato o folle. Non ho paura, perché, seppur precaria, l’esistenza dei nostri giovani  non è statica, monotona, negativa. Ma è viva, è colorata. Non posso soffocare la speranza che ho nel cuore.
Credetemi, la speranza è presente fin dalle fondamenta nei nostri giovani: voglio diventare un medico, voglio metter su famiglia, vorrei una casa tutta mia, voglio donare al Signore la mia vita, mi piacerebbe un mondo migliore e perché no, collaborare anch’io nel realizzarlo... «Mi piacerebbe che i miei genitori tornassero insieme»: quanto fa male sentirsi dire questa frase da un 14enne! Perché sai che è un sogno che non riguarda lui. Lui dovrebbe sognare in grande, dovrebbe pensare al suo futuro su un campo da basket in Nba o sulla luna come astronauta ed invece spera per i suoi genitori. E prega per loro. Proprio così: prega! Mi piacerebbe urlare alla società che i nostri giovani pregano e sanno pregare. E lo scrivo perché ogni giorno ho esperienza sulla mia pelle. Pregano per quello che desiderano. Pregano per la loro vita, ma soprattutto per la vita di chi li circonda. Perché molti di loro hanno capito che la speranza non è la meta della vita, ma è il viaggio! La speranza è la strada e la strada è Gesù!
Quello che più auguro per questo anno della Misericordia è che sempre più giovani riescano a intraprendere questa meravigliosa strada. E che davvero non si lascino rubare la speranza da nessuno! E forse anche noi adulti dovremmo imparare a guardare il mondo con gli occhi di Colui che è la Speranza.

Tutti i diritti riservati
La speranza nel futuro è viva nei giovani, non rubiamogliela
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.