Il Calciastorie
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Tra scelte dettate dal cuore e altre dal conto (corrente)

«Questo è uno dei giorni più felici della mia vita. Sono di nuovo a casa». Gli eroi, spesso e volentieri, partono per tornare a casa, ma da re. Carlos Tevez si sente un re quando nel 2015 rimette piede nella Bombonera, lo stadio del Boca Juniors, da calciatore del club argentino...

Parole chiave: Il Calciastorie (121), Lorenzo Galliani (55)

«Questo è uno dei giorni più felici della mia vita. Sono di nuovo a casa». Gli eroi, spesso e volentieri, partono per tornare a casa, ma da re. Carlos Tevez si sente un re quando nel 2015 rimette piede nella Bombonera, lo stadio del Boca Juniors, da calciatore del club argentino. La sua carriera era partita da qui, nel 2001, prima di andare in Brasile (Corinthias) e volare in Inghilterra: West Ham prima, le due squadre di Manchester poi. Alla Juventus era rimasto un paio d’anni, alla faccia di chi lo dava già per finito. Quel gol contro il Parma, una discesa di 40 metri con tanto di tunnel a un difensore avversario, regalò un’emozione come se ne sentono poche. Ma l’emozione più grande fu tornare a casa, con la Juventus che non tirò troppo la corda e lasciò partire la sua stella. «Non c’è miglior giorno di questo – disse Tevez ai suoi nuovi tifosi, gli stessi di undici anni prima –. Del Boca mi mancava tutto. Per prima cosa perché è la mia gente, secondo perché non devo parlare né in inglese né in italiano, terzo perché è la mia famiglia». In un calcio governato dal dio denaro, finalmente una scelta di cuore. La prestigiosa rivista France Football approfittò della ricorrenza di San Valentino per stilare una lista di “innamorati del calcio”: Giuseppe Bergomi (“una carriera tutta all’Inter”), Franco Baresi (“lascia intendere che gli italiani siano modelli di fedeltà”) e altri ancora, da Maldini a Gerrard del Liverpool, da Giggs dello United a… Tevez, l’unico della lista che nella propria squadra del cuore aveva giocato poche stagioni. Ma vi aveva fatto ritorno, e a 31 anni, non da 40enne bollito. Arrivò e vinse il titolo argentino, l’“Apache”: «Sono tornato per questo, per vivere quest’allegria insieme alla mia famiglia».
L’allegria è una gran cosa. Ma lo era anche il contratto da 40 milioni di euro a stagione offerti dai cinesi dello Shanghai Shenhua. Tevez arrivò lì (trovando come compagni di squadra gli ex interisti Guarin e Martins). Ha giocato 16 partite, segnato 4 gol (volendo essere cinici sulla Cina: dieci milioni di euro a gol). Chiariamo: a quelle cifre – ma anche per molto meno – avremmo fatto anche noi come lui. Ad ogni modo, Tevez ha da poco lasciato Shanghai per firmare un nuovo contratto col Boca. Chissà se è stato uno dei giorni più felici della sua vita. Chissà se ora si sente di nuovo a casa o se aspetta una nuova proposta per riprendere, a malincuore, il volo.

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