Il Calciastorie
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Quel tunnel (inutile) di Bolt a Dahoud

Ha 22 anni, Mahmoud Dahoud, e gioca a pallone. Lo fa sul serio, in un club importante, il Borussia Dortmund, dopo essersi messo in mostra con un altro Borussia, quello dal nome impronunciabile (Mönchengladbach, e già questa è un’abbreviazione). In Siria ha vissuto solo i primi dieci mesi della sua vita...

Parole chiave: Bolt (1), Dahoud (1), Il Calciastorie (121), Lorenzo Galliani (55), Dortmund (1)

Ha 22 anni, Mahmoud Dahoud, e gioca a pallone. Lo fa sul serio, in un club importante, il Borussia Dortmund, dopo essersi messo in mostra con un altro Borussia, quello dal nome impronunciabile (Mönchengladbach, e già questa è un’abbreviazione). In Siria ha vissuto solo i primi dieci mesi della sua vita: la scelta dei suoi genitori di volare in Germania, lasciando un Paese che sarebbe stato dilaniato dalla guerra, gli ha offerto la possibilità di una vita con tante angosce in meno. Nella sua squadra è arrivato ad allenarsi niente meno che Usain Bolt, il fulmine dei 100 metri che si è ritirato dalla corsa, ma non ha mai nascosto la propria passione per il calcio. Ha segnato un gol di testa e un rigore, ma soprattutto ha fatto un tunnel a un giocatore del Borussia Dortmund. A lui, Dahoud. Questi i titoli dei giornali e siti di informazione sportiva italiani: “Usain Bolt si allena col Dortmund, subito magia con un gran tunnel” (La Stampa); “Borussia Dortmund, Bolt: tunnel nel torello” (La Gazzetta dello Sport); “Bolt, tunnel a Dahoud in allenamento” (Premium Sport); “Borussia Dortmund, il tunnel di Bolt” (Sky). E via andare, tutti a celebrare l’ex campione dei 100 metri piani. L’account Twitter della Bundesliga, la serie A tedesca, ha proposto i tre secondi impietosi del video, con tanto di faccine meravigliate, a celebrare il campione. La storia andrebbe raccontata tutta, però, qualche secondo prima e qualche secondo dopo. Prima: il pallone arriva rasoterra a Bolt, che lo controlla piuttosto male, facendoselo scappare. Dahoud è ormai lì e si presenta senza troppa cattiveria. D’altra parte, c’è poco da essere cattivi quando in ballo ci sono gli interessi del supermarchio dell’abbigliamento sportivo, sponsor sia del Borussia che dello stesso Bolt: non è il caso che quest’ultimo si faccia male alle caviglie. Allunga il piede, Bolt, e il tunnel in effetti gli riesce: questo è il frammento di video che i titoli raccontano. Però poi Dahoud si volta e recupera palla senza troppi problemi: insomma, il tunnel non è servito a niente e questo nei titoli non c’è. L’evento mediatico ha scatenato il dibattito: riuscirà Bolt a diventare un fenomeno anche in un altro sport? Correre nove secondi non è come correre novanta minuti. È presto per dire se possa diventare un buon calciatore. Dahoud lo è già. E, oggi come oggi, è cento volte più forte.

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