I consigli dell'agronomo
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Seminare il radicchio rosso gustoso e toccasana

Le giornate che cominciano a raccorciarsi, le temperature notturne che si fanno via via più fresche, sono i segnali che l’autunno comincia ad avvicinarsi. Ma siamo ancora in tempo per mettere nell’orto (o sul balcone) un ortaggio che ci accompagnerà per tutto l’inverno: il radicchio rosso...

Parole chiave: Pollice Verde (3), Radicchio (1), I consigli dell'agronomo (3)
Seminare il radicchio rosso gustoso e toccasana

Le giornate che cominciano a raccorciarsi, le temperature notturne che si fanno via via più fresche, sono i segnali che l’autunno comincia ad avvicinarsi. Ma siamo ancora in tempo per mettere nell’orto (o sul balcone) un ortaggio che ci accompagnerà per tutto l’inverno: il radicchio rosso. Questa pianta, tipica della nostra regione, è uno scrigno di virtù: i suoi pigmenti rossi (antociani) aiutano a proteggere le cellule e il cuore dall’invecchiamento; è diuretico; contribuisce a prevenire l’osteoporosi grazie al discreto contenuto di calcio. È anche utilizzato nelle diete dimagranti per la sua capacità di saziare con gusto, senza fare ingrassare (per un etto fornisce solo tredici calorie).
Vediamo, dunque, come fare per coltivarlo considerando che il radicchio è un ortaggio che si presta perfettamente per essere coltivato sul balcone o sul terrazzo, in cassette o in singoli vasi. Come ormai abbiamo imparato, il terreno più adatto è ben lavorato, drenato a sufficienza e ben strutturato, possibilmente con un buon contenuto in sabbia.
Il radicchio si può seminare, ma è decisamente più comodo comperare le piantine da trapiantare. Ci sono diverse varietà, quello di Verona, con un cuore piccolo ma molto compatto; quello di Treviso, più allungato; il radicchio rosso di Chioggia; quello di Castelfranco con le foglie variegate. Ognuno potrà scegliere in base ai propri gusti.
Le piantine andranno trapiantate a circa 30 cm l’una dall’altra e subito concimate con un fertilizzante complesso. Attenzione all’irrigazione che dovrà garantire la giusta quantità d’acqua, ma senza esagerare: pena la formazione di marciumi radicali. Un’aspersione con poca acqua ogni tre o quattro giorni sarà più che sufficiente.
Nella scelta del tipo di radicchio da trapiantare bisogna considerare che alcune varietà (radicchio di Verona, radicchio di Chioggia) possono essere consumate appena formato il cuore e dopo aver eliminato le foglie più esterne; altre richiedono invece di essere sottoposte ad un periodo di imbianchimento e forzatura. È il caso del radicchio rosso di Treviso che deve essere prelevato con tutte le radici e messo in bacinelle riposte in un luogo caldo, avendo cura di coprire le radici con dell’acqua. In questo modo la pianta viene forzata a formare dal cespo nuovi germogli: dopo circa 20 giorni bisogna eliminare le foglie esterne, sporche e vecchie, tagliando a cinque centimetri dal colletto la radice principale, e tenere i nuovi germogli, teneri e dolci, che si sono formati.
Infine una curiosità: quando i primi radicchi furono esportati all’estero, incontrarono una certa diffidenza da parte dei consumatori perché si pensava che il colore rosso delle foglie fosse stato ottenuto con un colorante artificiale. Ci volle un grande impegno per convincerli che si trattava invece di una caratteristica del tutto naturale.

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