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Il falso gelsomino è quello “nostrano”: ecco come farlo prosperare

Oggi parliamo del gelsomino, presente in quasi ognuno dei nostri terrazzi o giardini. Pianta rampicante, dal bel fogliame verde lucido che con la sua copiosa e profumatissima fioritura riempie l’aria delle sere di giugno e agosto...

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Il falso gelsomino è quello “nostrano”: ecco come farlo prosperare

Oggi parliamo del gelsomino, presente in quasi ognuno dei nostri terrazzi o giardini. Pianta rampicante, dal bel fogliame verde lucido che con la sua copiosa e profumatissima fioritura riempie l’aria delle sere di giugno e agosto.
A dire il vero il nome non è proprio corretto perché, quello che noi chiamiamo gelsomino, è in realtà un “falso” gelsomino (Rhyncospermum jasminoides) che differisce da quello vero (Jasminum officinalis), per la forma del fiore e delle foglie. E soprattutto perché è più resistente al freddo, cosa che gli permette di crescere anche da noi. Ne esistono di diverse varietà, con il colore del fiore che va dal bianco al giallo crema.
È una pianta molto rustica, che non richiede particolari attenzioni: si adatta a ogni suolo e può essere coltivato in vaso come in piena terra. L’unica accortezza è quella di fornirle sempre un tutore su cui possa arrampicarsi, magari aiutata da qualche legaccio che fissi i rami al tutore, non avendo il falso gelsomino strutture di aggancio particolari.
Se si decide di coltivarlo in vaso, ricordiamoci di utilizzare un contenitore capiente, profondo almeno 50 cm e largo 80 cm. Sul fondo del vaso va messo uno strato drenante di 3 cm di ghiaia o pietrisco, in modo da evitare pericolosi ristagni idrici: il falso gelsomino richiede copiose annaffiature ma è sensibile a marciumi radicali. La concimazione è un presupposto fondamentale per favorirne la crescita e la fioritura. Il prodotto migliore è un concime liquido per piante verdi, da somministrare a cadenza settimanale, diluito nell’acqua dell’annaffiatura, da marzo a settembre. In alternativa si può usare anche un concime granulare a lenta cessione, da spargere nel terreno una volta al mese.
In molti casi il rincospermo necessita anche di un’integrazione di ferro, specie se il substrato è calcareo oppure quando viene irrigato con acqua ricca di carbonato di calcio. La carenza di ferro si manifesta con un colore giallastro delle foglie, che appaiono più chiare del normale. In questi casi è opportuno effettuare una o due concimazioni a parte con un integratore di ferro a inizio primavera.
Infine la potatura: quando e come farla? Diciamo subito che il Rhynchospermum non necessita di interventi particolari e di conseguenza non ci sono operazioni specifiche da fare.
Indicativamente si può intervenire alla fine dell’inverno per eliminare i rami secchi o danneggiati dal freddo e per rimettere un po’ in ordine la vegetazione. Teniamo presente che il falso gelsomino fiorisce a partire dai rami dell’anno precedente per cui, una potatura drastica in primavera andrebbe a limitare la fioritura.
Se invece ci fosse la necessità di intervenire per contenere le dimensioni della nostra siepe, il momento migliore è dopo la fioritura, quindi in luglio o fine agosto, al termine della seconda fioritura. In questi periodi si può anche intervenire raccorciando i rami troppo lunghi e quelli deboli, stimolando l’emissione di nuovi germogli che daranno origine a una copiosa fioritura l’anno successivo.
Attenzione al lattice che fuoriesce dai tagli dei rametti: è molto irritante per gli occhi e le mucose ed è in grado di macchiare in modo irreversibile i vestiti.
Da ultimo, una curiosità: in quasi tutte le culture europee il gelsomino è considerato un fiore dal significato positivo. Quelli di color bianco simboleggiano l’amore, mentre quelli di color giallo la felicità.

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