I consigli dell'agronomo
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Come dare acqua alle nostre piante: meglio un po’ meno che troppa. E le radici...

Si sa, le piante hanno bisogno di acqua che svolge funzioni diverse: è necessaria per sciogliere e assorbire i nutrienti presenti nel suolo; serve per mantenere turgidi i tessuti e gioca un ruolo di primo piano nell’importantissimo processo della fotosintesi clorofilliana...  

Parole chiave: I consigli dell'Agronomo (3), Acqua (5), Piante (4), innaffiare (1)
Come dare acqua alle nostre piante: meglio un po’ meno che troppa. E le radici...

Si sa, le piante hanno bisogno di acqua che svolge funzioni diverse: è necessaria per sciogliere e assorbire i nutrienti presenti nel suolo; serve per mantenere turgidi i tessuti e gioca un ruolo di primo piano nell’importantissimo processo della fotosintesi clorofilliana.   
Ma di quanta acqua hanno bisogno e con quale frequenza dobbiamo irrigare le nostre amate piante?  Non è facile rispondere perché non c’è una risposta che vada bene per tutto, anche se è dimostrato che gli errori nell’irrigazione sono la prima causa di morte per le piante da appartamento. E questo perché si dà troppa acqua, non per la sua carenza. E se per caso temiamo di non irrigare a sufficienza, ricordiamoci che le piante appassite sono comunque recuperabili, mentre per quelle con radici marce per eccesso idrico non c’è nulla da fare.
Quindi fissiamo subito un principio: nel dubbio meglio innaffiare una volta di meno che una di più!
Possiamo capire come stanno le piante osservando le foglie: la carenza d’acqua determina perdita di turgore delle foglie che tendono ad appassire e a cadere.  Le piante che invece ingialliscono in modo abbastanza uniforme, al contrario, ci dicono che hanno troppa acqua e che le radici stanno marcendo. Possiamo avere la prova di ciò estraendo la pianta dal vaso e osservando le radici: bianche e turgide sono sintomo di salute, brune o nere e marcescenti sono invece indice di eccesso di acqua.
Quindi, come dobbiamo comportarci?
Il vecchio trucco del dito ci può aiutare: affondiamo un dito per qualche centimetro in profondità nel terreno e verifichiamo se è sufficientemente umido o se è necessario dare acqua.
Ma cerchiamo anche di conoscere le esigenze delle nostre amiche: piante come il Ficus benjamin, il pothos, il rosmarino, la salvia hanno esigenze limitate e, anzi, non tollerano eccessi idrici. Altre, come la lavanda, il bosso o l’alloro vanno irrigate solo poche volte all’anno. Al contrario le petunie, gli ipanties, i fiori di vetro hanno bisogno di annaffiature abbondanti e regolari. Ricordiamoci poi che le piante mal sopportano i cambiamenti: quindi cerchiamo di irrigare ad intervalli regolari, evitando di passare da un eccesso all’altro.
Quando irrighiamo, assicuriamoci di farlo bene: le piante, quando necessario, vogliono bere quindi non diamo solo un sorso d’acqua. L’acqua somministrata deve penetrare nel terreno in profondità e non bagnare solo la superficie, e dobbiamo vederla uscire dal fondo del vaso. Per evitare poi che l’acqua risalga per capillarità bagnando costantemente le radici, ricordiamoci di svuotare il sottovaso al termine di ogni irrigazione oppure di mettere sotto il vaso delle assicelle di legno o delle piccole pietre per rialzarlo e tenerlo all’asciutto.
Le piante piccole con vasi grandi possono immagazzinare acqua per un periodo più lungo e devono pertanto essere irrigate meno frequentemente. Le piante più grandi, invece, che non hanno molto spazio nel vaso, dovrebbero essere bagnate in modo più intensivo, in attesa di essere rinvasate in un vaso più grande.  
Quando l’estate volge al termine e le temperature calano, è necessario ridurre le irrigazioni, senza però sospenderle del tutto: le piante sempreverdi, anche se durante l’autunno e l’inverno riducono l’attività, continuano a perdere acqua dalle foglie che deve essere quindi reintegrata anche se sempre nella giusta quantità.
Infine ricordiamo che l’irrigazione è anche l’occasione per aggiungere un po’ di fertilizzante liquido che aiuta ad integrare i sali minerali necessari.

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