Condiscepoli di Agostino
stampa

Urgenza di accordi internazionali

Nell’enciclica Laudato si’ papa Francesco, che fa dei diritti dei poveri, a livello della globalizzazione, uno dei cavalli di battaglia morale più significativi, ricorda ai grandi del mondo il dovere di sradicare la miseria e di dare incremento allo sviluppo dei Paesi poveri (cf Ls 172), mentre non esita a stigmatizzare le inquietanti sperequazioni e le preoccupanti forme di corruzione che si verificano anche nei Paesi poveri, cioè “il livello scandaloso di consumismo di alcuni settori privilegiati della loro popolazione” (ivi)...

Nell’enciclica Laudato si’ papa Francesco, che fa dei diritti dei poveri, a livello della globalizzazione, uno dei cavalli di battaglia morale più significativi, ricorda ai grandi del mondo il dovere di sradicare la miseria e di dare incremento allo sviluppo dei Paesi poveri (cf Ls 172), mentre non esita a stigmatizzare le inquietanti sperequazioni e le preoccupanti forme di corruzione che si verificano anche nei Paesi poveri, cioè “il livello scandaloso di consumismo di alcuni settori privilegiati della loro popolazione” (ivi).
A tal fine “urgono accordi internazionali […]. Occorrono quadri regolatori globali che impongano obblighi e che impediscano azioni inaccettabili, come il fatto che Paesi potenti scarichino su altri Paesi rifiuti e industrie altamente inquinanti” (Ls 173). L’Enciclica esemplifica le sue critiche in un settore di primaria importanza come sono gli oceani e i mari inquinati oltre ogni buon senso: “Menzioniamo anche il sistema di governance degli oceani […]. Il crescente problema dei rifiuti marini e della protezione delle aree marine al di là delle frontiere nazionali continua a rappresentare una sfida speciale” (Ls 174).
In un paragrafo densissimo e tutto da studiare, l’Enciclica focalizza inoltre con forza il nodo scorsoio del “riscaldamento globale” (Ls 175), della “riduzione dell’inquinamento” (ivi) e dello sviluppo dei Paesi e delle regioni povere. Poi, non esita a mettere il dito sulla piaga sullo strapotere delle finanze, quando afferma che nel nostro tempo assistiamo “ad una perdita di potere degli Stati nazionali, soprattutto perché la dimensione economico-finanziaria, con caratteri transnazionali, tende a predominare sulla politica” (ivi). Purtroppo il fenomeno è più che mai reale. Di conseguenza, ancora una volta papa Francesco fa appello alle istituzioni internazionali, ahimè alquanto latitanti e inadeguate rispetto alla gravità delle situazioni mondiali da affrontare: “In questo contesto diventa indispensabile lo sviluppo di istituzioni internazionali più forti ed efficacemente organizzate, con autorità designate in maniera imparziale mediante accordi tra governi nazionali e dotate del potere di sanzionare” (ivi). Già prima di papa Francesco anche gli altri papi, a cominciare da Giovanni XXIII e Paolo VI, si sono appellati ad “una vera Autorità politica mondiale” (ivi), l’unica capace di governare l’economia mondiale; di realizzare un opportuno disarmo integrale, la sicurezza alimentare e la pace; di garantire la salvaguardia dell’ambiente; di regolare i flussi migratori (cfr ivi). È chiaro il riferimento a quella organizzazione internazionale fatta nascere concordemente dagli Stati vincitori della Seconda guerra mondiale, che avrebbe dovuto essere il governo dei governi, qual è l’Onu, di fatto mai decollato, ma solo tenuto crioconservato allo stato embrionale dalle stesse potenze che l’hanno creato per non perdere privilegi e interessi. Fosse davvero decollato l’Onu non saremmo in situazioni mondiali ingovernabili che non possono lasciare tranquilla l’umanità.
Del resto, secondo il principio “il tempo è superiore allo spazio”, già annunciato nell’Evangelii gaudium, il senso del bene comune, di cui dovrebbe essere fautore e garante l’Onu, dovrebbe indirizzare le nazioni a preoccuparsi di “generare processi piuttosto che di dominare spazi di potere” (Ls 178). E, precisando ulteriormente: “La grandezza politica si mostra quando, in momenti difficili, si opera sulla base di grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine” (ivi).

Tutti i diritti riservati
Urgenza di accordi internazionali
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.