Editoriale
stampa

Uccidere bimbi nel giorno di festa

Ha colpito a Pasqua, il giorno della risurrezione per i cristiani, quando la Vita trionfa sul male e sulla morte. Tra l’altro era una Pasqua storica quella di quest’anno per il Pakistan, visto che solo dieci giorni prima era stata dichiarata festa nazionale, per la gioia dei 3 milioni di cristiani che costituiscono peraltro solo l’1,5% della popolazione.

Parole chiave: Lahore (1), Terrorismo (6), Bambini (20), Pakistan (1)

Ha colpito a Pasqua, il giorno della risurrezione per i cristiani, quando la Vita trionfa sul male e sulla morte. Tra l’altro era una Pasqua storica quella di quest’anno per il Pakistan, visto che solo dieci giorni prima era stata dichiarata festa nazionale, per la gioia dei 3 milioni di cristiani che costituiscono peraltro solo l’1,5% della popolazione. L’attacco è stato vile e atroce, come può esserlo quello di un kamikaze accecato dall’odio che non guarda in faccia nessuno. Si è fatto saltare in aria nel pomeriggio della festa in un parco giochi di Lahore, nel nord-est del Paese, compiendo una strage di innocenti, in maggioranza cristiani: 72 morti (di cui 30 bambini) e 340 feriti. L’attentato è stato rivendicato da una delle formazioni talebane che infestano lo Stato asiatico, dove gruppi di fondamentalisti islamici hanno assediato con decine di migliaia di persone la zona del Parlamento, nel centro della capitale Islamabad. Non vogliono sia modificata la legge anti-blasfemia, norma spesso utilizzata, nei trent’anni da cui è in vigore, per accuse arbitrarie e vendette personali. Il simbolo di questa norma ingiusta è Asia Bibi, cristiana, madre di cinque figli, da quasi 2.500 giorni (saranno 7 anni il prossimo 19 giugno) detenuta nel carcere di Multan, sul cui capo pende la condanna a morte. Mentre la Corte Suprema dovrà pronunciarsi sull’ennesimo ricorso presentato dai suoi avvocati, i manifestanti ne invocano l’impiccagione e al tempo stesso acclamano a Mumtaz Qadri, impiccato per aver ucciso all’inizio del 2011 il governatore del Punjab, Salman Taseer. Costui dopo aver fatto visita alla detenuta Asia Bibi, si era dichiarato favorevole alla revisione degli articoli del codice penale che puniscono la blasfemia persino con la pena capitale.
In questa situazione esplosiva, nella quale il governo è impegnato a fronteggiare gli estremisti e la polizia ha operato 350 arresti dopo la strage, va però registrato un elemento positivo, ovvero il gran numero di pachistani che si sono recati in ospedale per donare sangue. Erano cristiani e musulmani, indistintamente. E si sono sentiti chiamati in causa. Come ha evidenziato l’arcivescovo di Lahore, «forse per la prima volta la gente ha operato come un’unica nazione pachistana». Sui social sono comparsi numerosi messaggi di solidarietà collegati all’hashtag #YouLost (avete perso). Il contrasto alla violenza fondamentalista può partire anche da qui: dal dono del sangue, simbolo di vita, in una giornata di festa trasformatasi in tragedia.

Tutti i diritti riservati
Uccidere bimbi nel giorno di festa
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.