Editoriale
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Serve un vaccino contro le paure

L’ha detto il Papa che vaccinarsi è un dovere etico perché in gioco non c’è solo la salute individuale, ma anche quella degli altri e quindi si tratta del bene comune. Tutti d’accordo, allora?

Parole chiave: Editoriale (266), Papa Francesco (77), Vaccino (8)

L’ha detto il Papa che vaccinarsi è un dovere etico perché in gioco non c’è solo la salute individuale, ma anche quella degli altri e quindi si tratta del bene comune. Tutti d’accordo, allora? Nemmeno per idea. Il motivo è presto detto: c’è una percezione del pericolo che va ben oltre la valutazione dei dati scientifici. Oggettivamente il rapporto tra benefici e rischi è nettamente a favore dei primi, ma entrano in gioco altri fattori a spostare gli equilibri. Vince la componente emozionale che agisce a livello inconscio ed è alimentata da paure e rabbia cresciute durante la pandemia. In altre circostanze, sentire parlare di complotto internazionale da parte di poteri occulti avrebbe trovato seguito nei film hollywoodiani, oggi il sentire comune si è come capovolto.
La percezione del pericolo è legata anche al decadimento della fiducia nelle relazioni umane. «Io non mi fido» è una frase ricorrente non solo nei bar e riguarda pure chi è preposto alla salute e alla sicurezza della società: personale medico e forze dell’ordine.
Da non sottovalutare nemmeno il fatto che per tanti, soprattutto tra i più giovani, il fatto di essere sani porta alla convinzione che ad ammalarsi saranno sempre gli altri.
In questo panorama complesso un ruolo fondamentale lo gioca la comunicazione, e con la diffusione di massa degli strumenti mediatici, siamo sommersi da una quantità enorme di notizie e opinioni; francamente è un’impresa distinguere il vero dal falso, il dato scientifico dall’interpretazione ideologica, le cose come stanno rispetto alle percezioni.
Cerchiamo anche nelle nostre pagine di trattare di pandemia e vaccini con professionalità e correttezza, ma siamo consapevoli che le argomentazioni logiche sono quelle che oggi contano di meno. Se non arriviamo a coinvolgere il piano emozionale e risvegliare la fiducia relazionale, faremo pochi passi in avanti. Anche se la domanda espressa della gente è quella orientata a ottenere interventi organizzativi e una gestione più efficace – e su questo certamente si può sempre fare di più e meglio – la domanda radicale che cerca risposte è un’altra: capire come mai siamo finiti nell’attuale situazione di difficoltà e come possiamo uscire insieme da questo tunnel. Parlare di vaccini oggi significa anche questo.

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