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La rete si stringe attorno a Beatrice

Non è passato inosservato il grido di denuncia lanciato su Facebook da Beatrice Ion, 23 anni, cittadina italiana di Ardea alle porte di Roma...

Parole chiave: Beatrice Ion (1), Editoriale (336), Razzismo (8)

Non è passato inosservato il grido di denuncia lanciato su Facebook da Beatrice Ion, 23 anni, cittadina italiana di Ardea alle porte di Roma. Una banale discussione con i vicini per far rispettare lo spazio riservato al parcheggio dell’auto si è trasformata in aggressione dove le parole fanno ancor più male delle ferite fisiche. L’atto di razzismo perpetrato contro la sua origine romena, aggravato dall’offesa per la disabilità di cui è portatrice, paradossalmente rischia di diventare un “privilegio” di cui lei farebbe certamente a meno. Così come farebbe di sicuro a meno del diritto ad avere un parcheggio riservato ai disabili, potendo scegliere.
Questa notizia però ci ricorda che i social media possono essere strumento anche di solidarietà; che infatti è arrivata da tutta Italia. Beatrice è una studentessa universitaria e una campionessa sportiva della Nazionale paralimpica italiana di basket.
Oltre agli ambienti sportivi e politici, le hanno risposto tanti comuni cittadini offrendo anche assistenza legale gratuita per farle giustizia. Questo risalto mediatico non va confuso con le reazioni virali-emotive che spettacolarizzano il dolore, ma va riconosciuto per il potere moltiplicativo che in positivo hanno i nuovi strumenti di comunicazione. Senza di essi noi non staremmo qui a parlarne e sicuramente questo caso sarebbe passato in sordina come chissà quanti altri simili che avvengono ogni giorno.
Mi hanno colpito le parole di Beatrice – anch’esse da campionessa – che pur denunciando senza mezzi termini la gravità del razzismo strisciante che si sta diffondendo, non rispondono con odio o desiderio di vendetta, ma mostrano la volontà di sentirsi ancora italiana e sono rivelatrici dei principi di rispetto e tolleranza che ha maturato certamente non da sola.
Credo che in questo momento le sia di conforto sentire che attorno a lei c’è una rete grandissima che in poche ore si è allargata a dismisura, ma siamo certi che le prime maglie di questa rete sono costituite dai rapporti di prossimità che ha coltivato giorno per giorno attraverso lo studio e lo sport. Non è sufficiente avere un profilo su Facebook, ci vogliono amici e compagni di strada con cui costruire relazioni profonde perché la rete risponda così.

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