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Famiglia: chi sono i tuoi veri amici (e i loro progetti)?

C’è un metodo infallibile per farsi del male gratis e senza fatica: parlare di famiglia. Ogni volta che si apre un capitolo su questo tema a qualsiasi livello, è come innescare una bomba atomica, senza contare che bisogna difendersi anche dal “fuoco amico”, come in ogni guerra che si rispetti...

Parole chiave: Editoriale (227), Stefano Origano (85), Famiglia (27)

C’è un metodo infallibile per farsi del male gratis e senza fatica: parlare di famiglia. Ogni volta che si apre un capitolo su questo tema a qualsiasi livello, è come innescare una bomba atomica, senza contare che bisogna difendersi anche dal “fuoco amico”, come in ogni guerra che si rispetti. Siamo dunque alla guerra? Sì e non solo verbale, a quanto pare, da quando il clima politico arrabbiato ha iniziato ad avvelenare col suo morbo malefico tutto quello che incrocia. Eppure la politica dovrebbe essere il luogo del confronto, del dibattito anche acceso, ma sempre civile e rispettoso per arrivare ad una mediazione, magari anche al compromesso, purché alto.
Se dico “famiglia”, tutti battono le mani; ma se aggiungo “naturale”, già mi piovono addosso accuse di oscurantismo medievale e di arroganza clericale; se non lo dico, allora vengo considerato traditore, falso e apostata... Gli esempi si potrebbero moltiplicare per tutte le altre parole che si aggiungono accanto a “famiglia”. La cosa è assai strana perché proprio in famiglia si impara a stare insieme seppur diversi, talvolta molto diversi; ci si esercita quotidianamente a crescere in equilibrio tra una normalità codificata e una eccezione (come siamo in fondo tutti quanti) che mal si accorda con le regole. Ecco appunto: l’equilibrio, merce rara. Eppure bisogna saper stare lì, nel mezzo, come il mediano che sarebbe tentato di provare l’azione solitaria alla ricerca del successo personale, ma poi capisce che il suo ruolo è quello di correre per la squadra, per gli altri, di tenere in equilibrio il gioco. Di fuoriclasse squilibrati ne abbiamo un buon campionario, sono i finalizzatori di se stessi che – invece di far vincere la squadra – mirano a mettersi in mostra; di uomini e donne di equilibrio, in circolazione ce ne sono molti meno.
Siamo realisti, alla fine cosa rimane dopo tanto clamore mediatico, dopo le accuse e contro-accuse, le provocazioni e relative reazioni? Come in ogni guerra, si contano le vittime. Così temo che a pagarne le conseguenze sarà ancora di più la famiglia. Mi piacerebbe meno fumo negli occhi, meno clamore da stadio, e magari solo un’ideuzza concreta e condivisa a sostegno anche di chi ama la famiglia “da mediano”, quella naturale, basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, aperta al dono della vita e fondamento di convivenza civile, come insegna la Costituzione italiana. Detto questo, crocifiggetemi pure, se vi pare.

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