Editoriale
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Cara S. Lucia, ricordati di quei bambini

C’è del traffico in questo periodo nelle case dove ci sono bambini e bambine; un gruppo di misteriosi personaggi sfidano il freddo e la nebbia per portare un dono a tutti i nostri piccoli amici. C’è San Nicola, che ogni anno si traveste da Babbo Natale e scende dal Polo Nord con le renne volanti e la slitta piena di doni...

Parole chiave: Disabili (38), Editoriale (336), Stefano Origano (128), Santa Lucia (6), Bambini (19)

C’è del traffico in questo periodo nelle case dove ci sono bambini e bambine; un gruppo di misteriosi personaggi sfidano il freddo e la nebbia per portare un dono a tutti i nostri piccoli amici. C’è San Nicola, che ogni anno si traveste da Babbo Natale e scende dal Polo Nord con le renne volanti e la slitta piena di doni. Ci sono i Re Magi dai lontani Paesi d’Oriente. Persino il piccolo Gesù Bambino, anche se appena nato, ogni notte di Natale porta i doni. C’è anche una vecchina chiamata Befana a cavallo di una scopa volante. Ma il 13 dicembre, giorno del suo compleanno, la scena è tutta per Santa Lucia.
La leggenda narra che a Siracusa, tanti anni fa, vivesse una ragazza di straordinaria bellezza e di enorme generosità. Si chiamava Lucia ed era cristiana. Ma ad essere amici di Gesù si rischiava la vita. Così quando decise di donare tutti i suoi beni per seguire fino in fondo la via indicata dal Signore, fu arrestata e condannata. A quel tempo gli uomini erano molto crudeli (sic!) e vollero farle del male, ma non ci riuscirono nemmeno con il fuoco, la pece e l’olio bollente. Riuscirono, alla fine, a toglierle i suoi bellissimi occhi, ma il suo nome diventò subito simbolo di luce e da allora ella protegge il bene degli occhi di tutti gli esseri umani.
Si dice poi che una volta giunta in Cielo, si presentò da san Pietro con i suoi occhi in un piattino. Il santo portinaio del paradiso, nel vederla tanto bella e sfortunata, comprendendo soprattutto il grande amore che aveva in cuore, le promise dicendo: «Voglio che tu esprima un desiderio, qualunque cosa chiederai ti sarà concessa». «Voglio rendere felici i bambini del mondo – rispose Lucia – portando loro i giochi che tanto desiderano». San Pietro sorrise, si accarezzò la lunga barba bianca e borbottò: «Avrai il tuo bel daffare, carissima Lucia, ma il tuo desiderio è tra i più belli che io abbia mai sentito».
Fin qui la storia e la leggenda che si mescolano e arricchiscono a vicenda. Il resto lo potremmo raccontare tutti noi con i ricordi delle nostre letterine, delle attese piene di timori, le emozioni di fronte ai regali tanto attesi, e naturalmente anche qualche piccola delusione.
Una di queste letterine, ma un po’ diversa da quelle in cui tutti chiedono qualcosa solo per se, è giunta in redazione e mi piace condividerne con voi un passaggio.
“Chissà, se in tutto questo, qualcuno si è mai domandato chi fosse questa Santa e perché porta i regali ai bambini. Sicuramente nessuno, di quelle persone che rientrano nella categoria “gravemente normodotati”, ha mai avuto il benché minimo sentore che esistono dei bambini che non riescono a giocare con i giocattoli progettati per i bambini normodotati. E ogni anno a Santa Lucia, a Natale e alla Befana non festeggiano un bel niente”.
L’augurio, che facciamo nostro, è che qualcuno cominci ad accorgersene e reagisca di conseguenza. Così, magari tra qualche anno, anche i genitori di quei bambini meno fortunati potranno entrare nei negozi di giocattoli e fare acquisti come qualsiasi altro genitore. Per la gioia dei pargoli.

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