Editoriale
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Anche i ladri hanno un cuore

La fortuna impagabile di avere un buon samaritano che ti soccorre nel momento del bisogno. Animato non solo da buona volontà, ma anche competente, che non perde tempo prezioso ma sa fare le manovre giuste...

Parole chiave: Editoriale (336), Alberto Margoni (64)

La fortuna impagabile di avere un buon samaritano che ti soccorre nel momento del bisogno. Animato non solo da buona volontà, ma anche competente, che non perde tempo prezioso ma sa fare le manovre giuste. Lo ha trovato Christian Eriksen sabato scorso, durante Danimarca-Finlandia ai campionati europei, nel compagno di squadra e capitano coraggioso Simon Kjær e poi nel personale medico della sua Nazionale che lo ha rianimato praticandogli il massaggio cardiaco. Ma tutti i giorni, in ogni parte del mondo, vi sono tante situazioni di persone a rischio della vita per improvvisi malori, spesso salvate dalla presenza di un defibrillatore e di chi è capace di utilizzarlo.
Spulciando le cronache dei quotidiani locali non mancano vicende particolari, che non occupano per giorni le pagine dei giornali, come quella del calciatore danese dell’Inter, ma poche righe in cronaca. È il caso del 44enne algerino, ladro di professione, ma evidentemente dal cuore debole. Nei giorni scorsi nella periferia di una città vicina a Verona ha commesso un furto in un’utilitaria parcheggiata davanti a un istituto bancario, utilizzando uno degli stratagemmi messi in atto dai ladri di professione: sgonfiare una gomma dell’auto, attendere il proprietario e – mentre questi sostituisce lo pneumatico – portargli via quanto lasciato incustodito sui sedili. Però il furfante non ha messo nel conto che, tra i rischi del mestiere, non c’è solo quello di essere beccati sul fatto da qualcuno più forte o dagli agenti di polizia, ma anche di poter avere qualche défaillance intrinseca, nello specifico un infarto. Buon per lui che il derubato, vistolo a terra col suo marsupio, si è impietosito e, aiutato da un soccorritore del 118 e da un infermiere che passavano di lì, oltre che da un’auto della Polizia Locale dotata di defibrillatore, insieme sono riusciti a salvargli la pelle. Condotto in ospedale, è stato operato e dichiarato fuori pericolo. La salute recuperata non basterà però a evitargli sedici mesi al fresco, visto che il pregiudicato era colpito da un ordine di carcerazione per furti commessi nel Bolognese a partire dal 2007.
La speranza è che questo tempo di detenzione gli serva per riflettere sull’opportunità di cambiare mestiere, ringraziando il cielo per aver trovato sulla propria cattiva strada alcuni buoni samaritani.

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