Condiscepoli di Agostino
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Commento al Salmo 99

In sintesi i contenuti del commento di sant’Agostino al salmo 99: Solo la voce di Dio, espressa nei salmi, diletta le orecchie di Dio...

Parole chiave: Salmo 99 (1), Sant'Agotino (1)

In sintesi i contenuti del commento di sant’Agostino al salmo 99: Solo la voce di Dio, espressa nei salmi, diletta le orecchie di Dio. Ti faccia servo la carità, poiché ti ha fatto libero la verità. Nell’incorruzione della risurrezione ci sarà il perfetto giubilo. C’è giubilo tra i monaci? Anche in porto le navi si urtano e collidono. “Fratelli, mentre veniva cantato, avete ascoltato il Salmo. La voce di Dio, da qualsiasi strumento venga suonata, tuttavia è voce di Dio; e non diletta le sue orecchie, se non è la sua voce. L’anima interroghi se stessa: Chi ha fatto tutte queste cose? Chi ha creato queste cose? Chi ha creato tra queste anche te stessa? Che cosa sono queste cose che stai considerando? Che cosa sei tu che le consideri? Chi è Colui che ha creato ciò che tu consideri e te stesso che consideri? Chi è Costui? Dillo! Come fa Dio, impara ad amare anche il nemico. In quanto in te cresce la carità, si estende fino ai nemici, al fine di essere simile a Colui che fa sorgere il suo sole non soltanto sui buoni, ma sui buoni e sui cattivi e fa piovere non soltanto sui buoni, ma sopra i giusti e gli ingiusti. Sii, dunque, simile a Dio nella pietà, amandolo con il pensiero, poiché le sue prerogative invisibili si possono vedere attraverso le cose che sono state fatte intellegibili; ciò che è stato fatto osserva, ammira, cercane l’autore. Hai compreso il giubilo di tutta la terra, se tu giubili al Signore. ‘Servite il Signore con letizia’. Ogni servitù (schiavitù) è piena di amarezza. Presso il Signore c’è una libera servitù; c’è libera servitù, dove non la necessità ma la carità serve. Ti faccia servo la carità, poiché ti ha fatto libero la verità. Ci sarà piena e perfetta gioia quando questo corpo corruttibile si vestirà di incorruzione e questo corpo mortale si rivestirà di immortalità; allora ci sarà perfetta gioia, allora ci sarà il perfetto giubilo, allora la lode senza fine, allora l’amore senza ostacolo, allora il frutto senza timore, allora la vita senza la morte. Anche qui (sulla terra) c’è sicuramente gioia; qui viene pregustato ciò di cui ci sazieremo attingendo dalla speranza della vita futura. Ma è necessario che il frumento sopporti molte cose tra la zizzania. Buono è il pensiero umano, lodevole essere (vivere) con quei tali che hanno scelto una vita nella quiete: lontani dagli strepiti del popolo, dalle folle inquiete, dai grandi tumulti del mondo, sono come in un porto. Ma lì c’è già quel gaudio? C’è già lì quel giubilo che viene promesso? Non ancora; ma ancora gemitio, stimoli delle tentazioni. Anche i porti, infatti, hanno da una parte o dall’altra un adito. Se un porto non avesse una entrata da nessuna parte, non vi entrerebbe nessuna nave. È necessario, dunque, che da qualche parte sia aperto. Di tanto in tanto proprio attraverso quella parte che è aperta irrompe il vento; e dove non ci sono scogli le navi si urtano in reciproca collisione. Dove allora, ci può essere sicurezza se sicuramente più felici nel porto rispetto all’alto mare in porto le navi si amino, si non c’è nemmeno nel porto? E, tuttavia, si deve affermare, è da concedere, è vero, che si accostino bene l’una all’altra, non si collidano. Lì sia garantita l’uguaglianza, la costanza della carità; e quando capita che irrompe il vento da quella parte in cui c’è aperto, ci sia lì un governo cauto”.

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