A spasso con il cane
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Sulle orme di Salgari nelle colline sopra Negrar

Da San Peretto vari itinerari tra cui alcuni ispirati ai personaggi salgariani

Parole chiave: San Peretto (1), Cerè (3), Preperchiusa (1), A spasso con il cane (68)
Sulle orme di Salgari nelle colline sopra Negrar

Camminare attraverso i vigneti, su strade sterrate che conducono a grandi tesori architettonici, viaggiando contemporaneamente con la fantasia alla scoperta di personaggi leggendari. Sono passeggiate ricche di suggestioni, quelle che possiamo fare insieme al nostro cane sulle belle colline di Negrar percorrendo i sentieri storici e incrociando anche quelli salgariani, diversi per lunghezza e difficoltà ma tutti rigorosamente lontani dal traffico. Dotati di una buona cartellonistica, questi percorsi intendono valorizzare le numerose contrade del comune, intorno alle quali si sono poi sviluppati diversi quartieri residenziali.
Raggiunta la frazione di San Peretto, sulla destra della strada che da Verona o dalla Valpolicella conduce a Negrar, si può parcheggiare poco dopo la rotonda, nel piazzale sterrato prima del ristorante “La vecchia rama”. Da qui, proseguendo a piedi lungo la strada, si procede fino all’inizio della strada sterrata indicata, su un cartello, come sentiero numero 4, uno dei sentieri storici di Negrar, che collega San Peretto con Cerè e Preperchiusa.
Dopo poche centinaia di metri, salendo una bella scalinata immersa nel verde, si osserva sulla sinistra, in località Tomenighe, la chiesa di San Pietro Apostolo, detta anche di San Piereto, edificata nel XII secolo in stile romanico, e dotata di un’imponente torre campanaria con bifore in pietra calcarea. Si raggiunge quindi contrada Castel, un piccolo borgo suggestivo da cui si potrà ammirare tutta la zona di Negrar con le colline circostanti e le montagne sullo sfondo.
Qui, nel cortile di un’antica casa, se si ha la fortuna di trovare il portone aperto si può scorgere un bel lavatoio con due vasche, e sul retro dell’edificio l’acqua continua a scorrere alimentando una fontana. Intanto incrociamo anche gli altri percorsi di Negrar, quelli dedicati a Salgari e ai suoi personaggi leggendari che hanno fatto sognare intere generazioni di lettori.
I sentieri furono realizzati alcuni anni fa in onore dello scrittore, nato a Verona ma valpolicellese di adozione che, nel periodo trascorso nella casa in località Tomenighe, trasse l’ispirazione per la stesura delle sue opere esplorando, lui per primo, questo territorio caratterizzato da un paesaggio che muta in continuazione: vigneti e frutteti si alternano a zone boschive, antiche frazioni, lunghi tratti di sentieri costeggiati da muri a secco.
Si scopriranno così il sentiero arancione, dedicato ai personaggi del Corsaro Nero; quello rosso, che ha come protagoniste le eroine; e il terzo, quello verde, incentrato sui personaggi della saga di Sandokan. E così anche lungo il nostro cammino incrociamo alcune delle illustrazioni dei personaggi salgariani: Sandokan, Kammamuri, Suyodhana o la Tigre della giungla. Oggi alcuni sono tuttora rovinati e poco leggibili, a causa del mancato lavoro di manutenzione che negli anni sembra essere stato un po’ trascurato.
Prendiamo quindi via Calcarole e iniziamo a scendere, in direzione di Villa Rizzardi. La tenuta fu acquistata dalla famiglia Rizzardi nel 1649, e alla fine del 1700 Luigi Trezza ricevette da Antonio Rizzardi l’incarico di realizzare qui un giardino, divenuto oggi uno dei più famosi della Valpolicella. Esso rappresenta uno degli ultimi esempi di giardino all’italiana, noto per il suo teatro verde e le spettacolari prospettive. Il giardino è visitabile su prenotazione e si può domandare di poter accedere accompagnati dal proprio cane. Imbocchiamo quindi via Salvo d’Acquisto e, arrivati in via del Combattente, dopo aver incrociato anche una bella fontana per una sosta e la ricarica di acqua, si prende poi via del Carrista, che conduce lungo una strada asfaltata percorsa su entrambi i lati da due alti muri. Si costeggia la bella Villa Rovereti: da fuori si potranno scorgere l’elegante facciata, il giardino con le sue composizioni di cipresso, alloro e bosso, e la chiesetta sul lato est.
Dopo alcune centinaia di metri, arrivati sulla strada omonima, ci ritroviamo nei pressi della nostra auto. Nella speranza che questi sentieri, con i loro corredi didattici, ritornino agli antichi splendori, vale la pena comunque scoprirli uno ad uno, con il nostro quattrozampe, da soli o in compagnia, magari aggregandosi a qualche gruppo di podisti o camminatori che frequenta abitualmente queste zone.
Per i più allenati la scelta è ampia, con una fitta rete di percorsi adatti a tutte le stagioni. Si potrà arrivare, attraversando vaj e folte zone boschive, fino a Fiamene, Montecchio, Fane. Ci aspettano qui angoli di territorio spesso dimenticati ma di rara bellezza, e straordinariamente ricchi di luoghi di interesse architettonico, storico e naturalistico.

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