A spasso con il cane
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Montorio piccola Venezia: qui l’acqua è uno spettacolo

L’energia dell’acqua, la bellezza della natura, il fascino della storia: a pochi passi dalla città, Montorio offre uno spettacolo straordinario, tutto da godere in questa stagione primaverile. Chi passeggia con il proprio cane e proviene dalla città, potrà camminare lungo la bella pista ciclopedonale che collega Borgo Venezia con Montorio e raggiungere a piedi questa zona...

Parole chiave: Montorio (2), A spasso con il cane (60), Silvia Allegri (46)

L’energia dell’acqua, la bellezza della natura, il fascino della storia: a pochi passi dalla città, Montorio offre uno spettacolo straordinario, tutto da godere in questa stagione primaverile. Chi passeggia con il proprio cane e proviene dalla città, potrà camminare lungo la bella pista ciclopedonale che collega Borgo Venezia con Montorio e raggiungere a piedi questa zona. Una volta percorsa via Montorio, o uscendo dalla tangenziale est per chi proviene da fuori città, si prosegue per via Legnago e, poco prima di entrare nel quartiere, si troveranno a sinistra le indicazioni per il castello.
Proprio nelle strade di questa zona potremo lasciare l’automobile e imboccare via Castello. Si sale per circa dieci minuti, lungo una strada asfaltata comunque poco trafficata, fiancheggiata da una folta vegetazione spontanea che lascia intravvedere bellissimi scorci sulla Valpantena.
Il castello di Montorio – aperto sabato, domenica e nei giorni festivi dalle 9 alle 19, e nel periodo invernale dalle 9 alle 16.30 – risale al X secolo e viene nominato per la prima volta nel 995 quando Ottone III, imperatore di Germania, lo donò al vescovo di Verona con tutto il distretto di Montorio e le varie giurisdizioni. Fu poi ampliato e rafforzato nei secoli successivi, e nell’Ottocento entrò a far parte dell’imponente sistema difensivo di Verona. I fronti meridionali e orientali furono quasi completamente demoliti dagli austriaci per sistemare le postazioni d’artiglieria e si conservano solo le muraglie del basamento.
Splendido testimone della complessa storia di questo territorio, il castello è oggi meta di escursioni per ciclisti, sportivi e camminatori, e luogo ideale per un picnic o una sosta all’interno della bella area verde, aperta anche ai cani purché al guinzaglio. Al termine della visita, dopo essere scesi e aver raggiunto di nuovo la pista ciclopedonale, si prosegue per il centro di Montorio. Chi vuole, potrà avvicinarsi in automobile e parcheggiare lungo le prime strade che si incontrano dopo la rotonda, a partire da via Guerrina o via Olmo.
Passeggiare col proprio cane a Montorio è un vero piacere. Pur essendo ormai inglobato al Comune di Verona, questo bellissimo borgo conserva ancora un’atmosfera che lo rende simile a un paese: intorno a piazza Buccari, ravvivata da molti bar e con una bella fontana e un’isola pedonale al centro, si diramano le piccole strade strette che si sviluppano lungo i magnifici corsi d’acqua che hanno reso unico il borgo facendogli guadagnare l’appellativo di “piccola Venezia”.
L’enorme ricchezza di questa zona del territorio veronese è costituita infatti dalle risorgive, e fino agli anni Sessanta erano ancora attivi numerosi mulini. I fossi trasparenti percorrono tutto il cuore del paese e sono alimentati dalle acque cristalline che sgorgano senza sosta, mai stagnanti, e conservano un vero scrigno di biodiversità.
Camminando per le vie e soffermandosi ad ascoltare, si noterà come il rumore dell’acqua accompagni costantemente, anche quando questa non è visibile; i numerosi ponticelli e scalini di pietra che conducono ai fossi, regalano scorci di grandissima suggestione. Nascosti tra la vegetazione, qui vivono cigni, anatre, uccelli acquatici anche migratori, che nidificano ogni anno, e naturalmente molti pesci d’acqua dolce. Il più famoso è il magnaron, che ha dato il nome all’unica maschera del territorio ufficialmente riconosciuta dal Bacanal del Gnoco: el Re del Magnaron.
Tappa d’obbligo di ogni passeggiata a Montorio è il laghetto Squarà, al cui fianco sorge l’antica Pieve di Santa Maria Assunta; prima di arrivarci, una bella area verde attrezzata in via dei Cipressi è il luogo ideale per far correre e passeggiare liberamente il nostro cane. Documentata fin dal 1069 e per il fatto che sorge su un terreno sorgentizio, la chiesa di Santa Maria Assunta ha subìto diverse trasformazioni nel corso dei secoli e nel 1965 fu chiusa al culto per l’apertura della nuova parrocchiale dedicata a S. Giuseppe. Ma la césa vecia, come viene affettuosamente chiamata, resta un punto di riferimento per i montoriesi, che nel 1990 hanno costituito l’associazione “Chiesavecchia vive” con l’intento di salvarla dal degrado, e hanno lavorato per riportarla agli antichi splendori.
Il laghetto Squarà, il cui nome sembra derivare dal tardo latino squadratum, ossia quadrilatero, poiché in origine il bacino aveva questa forma, è un laghetto artificiale di origine romana creato come bacino di raccolta delle acque sorgive utilizzate per alimentare un acquedotto che portava l’acqua alla città, di cui restano tracce ancor oggi lungo il percorso del Fiumicello. Fu realizzato sbarrando a sud il deflusso naturale delle acque con un grosso muro d’argine, di cui esiste tutt’ora il basamento in pietra; a ovest con una piccola diga munita di chiuse per la regolazione del bacino. Nell’Ottocento anche la sponda est fu munita di un muro di contenimento, dando al laghetto l’aspetto attuale.
All’ombra dei grandi alberi della piazza, messi a dimora all’inizio del Novecento davanti alla chiesa, e lungo le panchine posizionate intorno al laghetto, si potrà assaporare il fresco anche nelle giornate più calde in uno dei luoghi di Montorio più amati dagli abitanti e dai turisti di passaggio.

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