A spasso con il cane
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Lungo la riva dell’Adige la Legnago più verde

Chi condivide la propria vita con un cane lo potrà vedere davvero al settimo cielo sulle rive dell’Adige, ma in una zona della provincia per lo più sconosciuta per chi non vi risiede. Stiamo parlando di quel tratto di pista ciclabile che costeggia il fiume nella zona di Legnago: la Bassa veronese è una zona ricchissima di bellezze naturali e spesso trascurata quando si deve scegliere una meta per una gita fuori porta, a favore invece delle zone più frequentate e turistiche.

Parole chiave: A spasso con il cane (61), Legnago (7), Bassa Veronese (1), Silvia Allegri (46)

Chi condivide la propria vita con un cane lo potrà vedere davvero al settimo cielo sulle rive dell’Adige, ma in una zona della provincia per lo più sconosciuta per chi non vi risiede. Stiamo parlando di quel tratto di pista ciclabile che costeggia il fiume nella zona di Legnago: la Bassa veronese è una zona ricchissima di bellezze naturali e spesso trascurata quando si deve scegliere una meta per una gita fuori porta, a favore invece delle zone più frequentate e turistiche.
Puntiamo dunque verso sud, e senza fare molta strada si scopriranno luoghi incantevoli dove si respirano tranquillità e bellezza. Qui, tanto nelle giornate estive quanto nelle meno gelide mattine invernali, il fiume con la sua bellezza ci saprà stupire. Percorsa la Transpolesana in direzione Rovigo, si esce a Legnago Nord e si seguono le indicazioni per il centro. Ci si sposta poi in direzione dell’Adige fino a raggiungere, in fondo a via XXIV Maggio, il grande parcheggio libero che costeggia il fiume. Da qui in più punti troveremo delle scale che conducono alla pista ciclabile e scopriremo subito meravigliosi scorci sul letto del fiume, che in questa zona della provincia si allarga, circondato da entrambi i lati da una fitta vegetazione.
La passeggiata può iniziare andando verso il ponte della ferrovia, con la possibilità di scegliere quale strada percorrere: oltre alla ciclabile, infatti, si snoda sulle rive del fiume anche la golena, che conduce poco prima del ponte a un’area di ristoro con giochi per bambini, tavoli e panchine. Ci troviamo nell’area golenale inserita in un S.I.C., ossia un Sito di Importanza Comunitaria, della Rete Natura 2000. E inizia proprio qui un interessantissimo percorso naturalistico e didattico, ombreggiato e pulito, voluto nel 2010 dall’associazione “La Verbena dell’Adige”, fondata nel 2007 da un’idea dell’erborista Maurizio Antoniazzi e il cui scopo è la valorizzazione di un immenso patrimonio botanico e faunistico, quello che si sviluppa appunto lungo il fiume.
Ci troviamo in zona pedonale e dunque il percorso è vietato a biciclette e persone a cavallo proprio per permettere una passeggiata a piedi in condizioni di massima sicurezza. Se si ha la possibilità di venire qui durante la settimana, si troveranno poche persone e solo verso sera la golena e la ciclabile si popolano di sportivi e di ciclisti, mentre nei fine settimana la zona è presa d’assalto, perché consente di fare un tuffo nella natura rigenerante e a costo zero. Unico accorgimento: portarsi dell’acqua, visto che in questo tratto di percorso non si trovano fontanelle.
Se il vostro quattrozampe sa obbedire e cammina con educazione, sarà un regalo per lui essere libero dal guinzaglio per correre e scoprire un universo di profumi che si trova solo qui. Siamo infatti in una zona particolarmente ricca di erbe officinali che, grazie alla vicinanza del fiume e alle condizioni climatiche, presentano particolari e spiccate proprietà. Inizia, lungo la golena, un viaggio alla scoperta di animali e piante: si impara, per esempio, che le rive del fiume sono ricche di piante rampicanti e di liane, che tendono a svilupparsi in altezza ma con rami esili che ricadono verso la terra o l’acqua: è il caso del luppolo e della vitalba.
Un altro cartello ci ricorda come la vegetazione nelle vicinanze dei fiumi sia particolarmente predisposta a trasformarsi, proprio in base all’andamento della corrente. E spesso le piante morte si trasformano in un rifugio per piccoli animali, dagli anfibi agli insetti, e il legno in decomposizione dà vita a un microcosmo frenetico, mentre i vecchi tronchi e rami diventano luogo prediletto da alcune specie animali per nascondersi durante le ore calde del giorno e anche per nidificare, come avviene per la cinciallegra o il picchio.
Dove l’acqua lo permette, si sviluppano dunque piante legnose e robuste; nelle zone battute dalle correnti, invece la vegetazione è esclusivamente erbacea. Vi sono poi dei punti di osservazione: attraverso assi di legno poste a barriera si possono ammirare, senza spaventarli, i timidi abitanti delle rive del fiume. “Le città degli aironi”: così sono chiamate le garzaie, autentiche colonie nella vegetazione palustre, che diventano punto di riferimento per centinaia di aironi cinerini, nitticore, garzette, aironi rossi.
In fondo al percorso, dove si sta realizzando una zona ristoro riparata da un grande tendone sotto cui troveranno spazio tavoli e panchine per picnic e soste, il sentiero conduce con una lieve curva verso la pista ciclabile. Possiamo a questo punto scegliere se ritornare di nuovo percorrendo in direzione inversa la golena, o se dirigerci lungo la ciclabile, dalla quale senza dubbio si godono grandi panorami e ci si scalda, visto che è interamente esposta al sole: ma probabilmente il nostro compagno a quattro zampe preferirà fare ritorno dalla golena. Un luogo così bello che già lungo il tragitto che ci riconduce all’auto viene voglia di tornarci.

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