A spasso con il cane
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Le risorgive di Povegliano chiare, fresche, dolci acque

La pianura veronese offre molte sorprese e tesori nascosti di arte e natura, per la gioia di appassionati e naturalmente dei loro compagni quattrozampe. Una terra ricca, sotto questo aspetto, è quella del territorio di Povegliano. Dalla piazza centrale del paese, lasciando alla propria sinistra il municipio, si esce dalla rotonda imboccando la prima strada a destra, e dopo duecento metri circa si scorge, sulla sinistra, villa Balladoro...

Parole chiave: Povegliano (4), Villa Balladoro (1), Risorgive (2), A spasso con il cane (77)
Povegliano7

La pianura veronese offre molte sorprese e tesori nascosti di arte e natura, per la gioia di appassionati e naturalmente dei loro compagni quattrozampe. Una terra ricca, sotto questo aspetto, è quella del territorio di Povegliano. Dalla piazza centrale del paese, lasciando alla propria sinistra il municipio, si esce dalla rotonda imboccando la prima strada a destra, e dopo duecento metri circa si scorge, sulla sinistra, villa Balladoro. L’automobile si può lasciare subito a sinistra, superata la villa, in uno spiazzo che si trova proprio di fronte all’ingresso del Parco di villa Balladoro.
Anche se un cartello indica il divieto di passeggiare con i cani, si può dare una rapida sbirciata a questa area verde, ricca di alberi, statue, fontane e un piccolo laghetto. Luogo tranquillo e al riparo dal rumore e dalla confusione, il parco conserva un aspetto affascinante e sono molte le persone che vi trascorrono del tempo, sulle panchine o passeggiando tra gli alberi.
Usciti dal parco, si torna indietro e si può entrare a visitare la villa, un vasto complesso seicentesco dove la grande corte precede la casa padronale centrale. L’impianto presenta, nel suo insieme, la forma ad U, dove il palazzo è affiancato, secondo una disposizione simmetrica, da corpi di altezza inferiore con portici al pianoterra, in corrispondenza delle campate centrali, e piccoli rustici, anch’essi porticati, che delimitano l’estensione del cortile in senso trasversale.
La facciata dell’antica residenza dei nobili Balladoro si sviluppa su tre piani, per essere sormontata da un fastigio su cui è riportato lo stemma gentilizio della famiglia, affiancato da due vasi ornamentali. La villa è visitabile su appuntamento, e l’ampio spazio esterno davanti alla facciata apre al pubblico in occasione di mercatini (quello dell’antiquariato è la prima domenica del mese) e feste di paese.
Gli ambienti interni mostrano ancora gli affreschi originali con la raffigurazione di scene di vita campestre, e possono essere visitati su prenotazione, telefonando agli uffici del Comune. Se si ha fortuna, si può incontrare Roberto Cordioli, appassionato custode e conoscitore della villa e dei suoi segreti da più di trent’anni.
Attuale sede del Museo Archeologico, dell’Archivio Storico Balladoro e della Biblioteca Comunale, la villa è stata recentemente restaurata. L’Archivio, che contiene circa 10mila volumi, è stato spesso oggetto di studio e di tesi di laurea, che sono conservate al suo interno insieme a fotografie e a oggetti d’epoca.
Terminata la visita alla villa si torna verso la piazza centrale. Si possono a questo punto visitare le sorgenti del Tartaro, cui si arriva seguendo la strada per Villafranca: un tragitto breve e poco trafficato. Giunti in località Dosso Poli si svolta a destra su una strada sterrata e, dopo alcune centinaia di metri, si incontra un’oasi verde, da cui parte un percorso ben tenuto e corredato di cartellonistica che conduce alla sorgente del fiume Tartaro.
Sono numerose le risorgive di Povegliano. Si tratta di affioramenti in superficie della falda freatica, un fenomeno tipico della Pianura Padana. Un tempo paludosa, la zona fu bonificata e, attraverso l’intervento dell’uomo, in corrispondenza delle risorgive e dei fontanili sono stati creati dei corsi d’acqua che contribuiscono a rendere la zona particolarmente fertile e ricca di vegetazione, una vera e propria risorsa per il territorio e i suoi abitanti. Il fiume Tartaro è di grande importanza, ma ve ne sono anche altri, tra cui la fossa Calfura, la Giona, la Bora. Limpide e potabili, le acque delle risorgive hanno una temperatura intorno ai 9-12 gradi e sono ricche di sostanze minerali.
Una volta parcheggiata l’automobile nello spiazzo di fronte all’inizio della passeggiata, dove è stato anche posizionato un cartellone didattico, si può proseguire il percorso lungo il piccolo canale, ricco di alghe e popolato di libellule. La sorgente è stata oggetto di un’importante opera di manutenzione, eseguita con la tecnica tradizionale della bordatura con paletti in legno, la più significativa. Inoltre, piccole zone ristoro, con panchine e tavolini, permettono di pianificare una sosta per una merenda al fresco.
Altre sorgenti, a pochi minuti di macchina dal centro del paese, sono quelle delle Fosse Leona e Draga, che si incontrano percorrendo via Torneghiso. A poche decine di metri dall’inizio della strada, queste risorgive alimentano uno splendido laghetto circondato dalla vegetazione, con acque limpidissime. Un ambiente con un microclima particolare e la presenza di numerosi animali: fra tutti va ricordata la libellula, da sempre presente sul territorio perché legata proprio ad ambienti acquatici, e adottata come simbolo sullo stemma comunale.

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