A spasso con il cane
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Immersi nel Bosco dei Poeti tra natura, arte, spiritualità

Vicino a Dolcè un luogo incantato con vista sulla Valdadige

Parole chiave: Valdadige (1), A spasso con il cane (75), Dolcè (2)
Immersi nel Bosco dei Poeti tra natura, arte, spiritualità

Questa volta rompiamo gli schemi e ci prepariamo a scoprire una passeggiata per l’anima, prima ancora che per il corpo. In compagnia del nostro cane, presenza decisamente ben accolta dai padroni di casa a due gambe e quattro zampe, andiamo a camminare in un luogo carico di energia forte e pulita, dove è difficile scorgere l’inizio e la fine, e dove la bellezza della natura si fonde e si mescola alla meraviglia dell’arte e della poesia.
Stiamo parlando del Bosco dei Poeti, in località Vergnana, a Dolcè, al chilometro 318 della S.S. del Brennero. Siamo al confine col Trentino ma in terra ancora veronese. Qui, raggiunta una piccola entrata che si trova sulla destra provenendo da sud, nel grande parcheggio lasciamo l’auto, ma soprattutto depositiamo i telefoni e lo stress che spesso è uno sgradevole compagno di vita anche quando siamo a spasso. E il viaggio comincia.
Il Bosco dei Poeti: il progetto
«L’idea di un Bosco dei Poeti è nata nel 1996, dopo che la mia famiglia aveva comprato un terreno di 130 ettari», racconta Lorenzo Menguzzato, in arte Lome. È lui il custode e padre di questo piccolo regno di poesia e tranquillità.
Nato a Trento, classe 1967, ha u n percorso da artista. Ormai ha al suo attivo centinaia di progetti, partecipazioni a mostre monografiche e collettive, realizzazioni di opere. Ma la sua anima è qui, nel suo bosco.
«L’Italia è costellata di musei all’aperto e parchi scultorei. Ce ne sono più di 20. Ma non c’era nessun bosco dedicato alla poesia. La parola mi ha sempre affascinato, e in particolare le poesie: sono brevi, immediate, puoi aprire un libro, leggere una pagina, richiuderla e ricominciare daccapo. La poesia è un istante. E per poesie intendo anche il disegno, che precede il capolavoro. Allora ho pensato al foglio di carta A4, su cui puoi fare tutto: scrivere, disegnare, scarabocchiare. Ho chiamato a raccolta 50 artisti, dandomi come obiettivo un’adesione di almeno dieci di loro. In realtà dopo tre mesi ne avevo 70. Si è sparsa la voce, e così mi sono trovato insieme a pittori, poeti, scrittori, intellettuali, disegnatori, scultori». Tutti pronti a far parte del bosco. Che, come ricorda Lome, «è un luogo per la mente, dove anche i pensieri sgorgano e la pelle respira».
Il percorso dentro l’arte
 
“La compassione è il fondamento di tutti i pensieri e le azioni pacifiche”: parola di Dalai Lama. E a seguire, arriva l’invito di Giovanni Paolo II: “Se vuoi trovare la sorgente devi proseguire in su, controcorrente”. L’impatto iniziale con il Bosco dei Poeti è a dir poco maestoso: ad accogliere il visitatore ci sono, incisi sulla pietra, i pensieri e le parole di due figure che sono divenute nel tempo riferimento spirituale per l’umanità e che rendono la passeggiata un’occasione di riflessione davvero speciale.
«Il Bosco è luogo per tutti, al di là di ogni credo – sottolinea Lome –. Ognuno poi può cogliere i diversi stimoli che arrivano dall’anima delle persone che hanno contribuito a renderlo un percorso anche mistico». Vediamo poi due iscrizioni su grandi pietre realizzate dall’artista francese Ben Vautier, che ci ricordano quanto sia importante rispettare il pianeta, ridimensionando le ambizioni umane di avere il controllo sul creato: “Questa pietra ha un milione di anni, l’arte ne ha 30mila”.
Iniziamo così a percorrere due chilometri di sentieri, ben segnalati, che si inerpicano sul versante della montagna ma sono adatti a tutti, anziani e bambini compresi. Lungo la passeggiata si trovano diverse postazioni, una sorta di casette, che custodiscono dei raccoglitori a disposizione dei viandanti. All’interno ci sono testi, poesie, disegni, che invitano a pensare alla relazione intima tra l’uomo e la natura, firmati dai diversi artisti che sono segnalati in ordine alfabetico.
Proseguendo verso l’alto si arriva alla cima. Qui, in un’area circolare segnalata da lastre di pietra, ci possiamo concedere una pausa, e contemplare dall’alto la Val d’Adige. «Arriva in alto, chiudi gli occhi, respira e fatti un esame di coscienza», consiglia Lome a chiunque arrivi qui. E in effetti, lasciando a valle ogni altro pensiero, ognuno può trovare una grande opportunità: quella di godersi un silenzio intatto in un luogo sicuro, curato e ricco di stimoli per tutti i sensi, ma soprattutto per l’anima.
Work in progress
Lome non si ferma mai, e la sua creatività lo sta portando ad ampliare gli stimoli ai visitatori che raggiungono il Bosco dei Poeti. Un altro luogo magico, infatti, è il Giardino dei Ciliegi, dedicato alla poetessa Alda Merini, con la quale Lome ha realizzato alcune opere d’arte. E il progetto prevede un percorso spirituale che saprà collegare il Bosco dei Poeti al santuario della Madonna della Corona, valorizzando la presenza di una grotta che si trova nel bosco.

Per organizzare una visita
L’accesso per privati, o famiglie a spasso con il cane, è libero e sempre aperto. Ma il Bosco dei Poeti accoglie anche gruppi, scolaresche, famiglie, offrendo uno spazio immerso nel verde in cui poter fare diverse attività: «Arrivano spesso comitive di ragazzi, classi di yoga, ho avuto la visita anche di alcuni sacerdoti», racconta Lome. Per poter usufruire in gruppo degli spazi messi a disposizione è necessario prenotare. Si trovano tutte le indicazioni consultando il sito www.boscodeipoeti.it o scrivendo a info@boscodeipoeti.it. Viene richiesta una piccola quota di contributo per le spese di manutenzione del bosco e del percorso.

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