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Villafranca-Nogarole Rocca. Al via il 6º Festival degli Stili di vita

I buoni stili di tutti i giorni per una vita più equilibrata. Si fa il punto con esperienze e riflessioni

Parole chiave: Stili di Vita (1), Thunberg (1), Festival (17), Creato (4), Terra (3)
Locandina dell'evento

Chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti. Non riempire la vasca da bagno ma preferire una doccia rapida. Scegliere contenitori riutilizzabili ed eliminare il più possibile prodotti di plastica. Piccoli gesti apparentemente ininfluenti su larga scala, ma che invece fanno la differenza. 
Si parla anche di questo alla sesta edizione del “Festival degli stili di vita”, che avrà luogo dal 12 al 15 settembre tra Villafranca e Nogarole Rocca. Promosso dal tavolo di coordinamento enti del socio-assistenziale del Vicariato Villafranca-Valeggio, propone alla cittadinanza tre giornate di conferenze, incontri, racconti, attività ludiche e spettacoli per tutte le età. Si parlerà di nuove abitudini alimentari che possano contrastare gli sprechi, della produzione e dello smaltimento di rifiuti efficace e sostenibile e della tutela della biodiversità. 
Come riconosce mons. Giuliano Ceschi (direttore della Caritas diocesana), «è da tempo che i nostri stili di vita devono essere modificati, perché deleteri per l’ambiente. Non c’è più un’educazione a vivere rispettando ciò che ci circonda». Riflette sulla sua infanzia, quando gli sprechi erano ridotti al minimo: «Andavo a prendere il latte nel solito contenitore di ferro ogni giorno, bruciavamo le bucce delle arance sulla stufa per profumare l’ambiente e di certo non sprecavamo l’acqua, facendoci il bagno in grandi tinozze», racconta Ceschi. 
Nessuno si sarebbe immaginato che saremmo arrivati a questo punto, ma oggi il mutamento climatico è un argomento sulla bocca di tutti. Sulla bocca, ma che dovrebbe anche essere un peso sul cuore. Per questo è importante capire quali siano le conseguenze delle continue trasformazioni in grande scala ma anche nel locale, come sull’agricoltura territoriale. 
«Gli effetti negativi delle azioni dell’uomo non sono cosa lontana da noi e vista solo sui telegiornali, ma incidono più di quanto pensiamo», sottolinea Fabio Parisi, presidente de “La Buona Terra”. Spiegando che l’allarme non riguarda semplici cambiamenti atmosferici di interesse meteorologico, ma veri e propri mutamenti irreversibili sul territorio (esposti giovedì alle 21 all’ex Macello di Villafranca). L’agricoltura ne risente e diventa a sua volta responsabile dell’inquinamento, per l’uso di prodotti e pesticidi. 
La buona rotta da scegliere sarebbe quella di «coltivare biologico, impiegando sì macchinari all’avanguardia ed innovazioni tecnologiche, ma cercando di preservare la biodiversità», illustra Parisi. Non solo le coltivazioni, ma anche gli allevamenti di bovini, ovini e suini sono posti sotto una lente d’esame; in particolare il modo in cui devono essere nutriti, che influisce su cosa viene coltivato. Animali che poi rendono necessari metodi efficaci e celeri per smaltire i loro rifiuti. 
Riccardo Maraia, assessore villafranchese all’ecologia, dice con amarezza che «gli impianti di smaltimento ormai non hanno più capacità di raccolta. Non tutti i Comuni riescono a differenziare e a organizzare una raccolta porta a porta, quindi i rifiuti non vengono eliminati a dovere». Afferma che al momento il territorio veneto è ben lontano dagli obiettivi prefissati dalla Regione, ma che si sta impegnando per risolvere la situazione. 
Da dove si riparte? Dal coinvolgimento delle scuole, perché «educare le nuove generazioni serve a far maturare in loro una cultura dell’ambiente», prosegue Maraia. Che appoggia in toto l’invito a una maggiore responsabilità ambientale di Greta Thunberg, «una ragazzina che ha alzato la voce più degli scienziati e dei potenti e si è fatta sentire, lanciando l’allarme: è l’ultima chiamata per il mondo, e non possiamo più ammettere carenze culturali da parte nostra». 
Se Thunberg ha sviluppato dentro di lei questa importante consapevolezza, anche altri giovani hanno sposato la sua causa. In una delle giornate del Festival sarà presente un gruppo di giovani preparato e formato, pronto a schierarsi dalla parte dell’ambiente a colpi di hip-hop, laboratori artistici e attività ricreative. Don Daniele Cottini (parroco di Ss. Pietro e Paolo di Villafranca) ringrazia con entusiasmo questi giovani, ma riconosce anche che non sono numerosi quelli interessati alla comunità pastorale (Villafranca, Mozzecane, Pradelle di Nogarole Rocca e Bagnolo) in modo così dedicato e frequente: «Sarebbe auspicabile un impegno trasversale delle comunità locali, non solo episodi isolati», riflette Cottini. Il quale ha dato il suo appoggio per coordinare e investire le energie per fare rete come parrocchia, che è giusto guardi anche alle tematiche ambientali. 
Marco Mazzucato, vicesindaco di Nogarole Rocca, fa notare come i mutamenti climatici siano strettamente legati ai flussi migratori: «Parliamo di un impatto visibile sulle popolazioni, e ce ne sono alcune più colpite di altre da tenere in considerazione». Invita anche a partecipare all’incontro di venerdì alle 20.45 al teatro parrocchiale di Nogarole, per approfondire la figura del migrante dal punto di vista geografico-ambientale ma anche da un lato giuridico. 
Non resta che augurarci che la sostenibilità abbia (davvero) inizio.

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