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Isola della Scala. Presentato il film Amerika realizzato con attori “locali” e con una semplice Reflex

Da un giovane regista esordiente, Alberto Sparapan, ritratto di giovani in bianco e nero

Parole chiave: Teatro (7), Amerika (1), Alberto Sparapan (1)
Immagine in bianco e nero con gli attori protagonisti schierati

Il disagio giovanile in una pellicola proiettata in anteprima al cinema “Cap. Bovo”

Ha riordinato e dato forma alle idee confuse che fluivano nella sua testa traducendole in un copione cinematografico. Ha messo insieme una quindicina di giovani attori in erba e si è accomodato sulla sedia del regista che ha posizionato nell’area industriale di Isola della Scala. Alberto Sparapan, giovane regista esordiente che a soli 20 anni ha presentato la sua prima pellicola al teatro capitan Bovo di Isola della Scala, davanti ad una numerosa e variegata platea incuriosita, non ha deluso il suo pubblico sorprendendolo.
Per le capacità di tradurre pensieri in immagini efficaci, dando vita a contenuti che offrono molti spunti di riflessione; ma anche per la sua visione del mondo e l’angolazione da cui lo ha ripreso. Uno sguardo che, volente o nolente, mette in luce un inquietante spaccato della società giovanile tenuto insieme dal filo dell’amicizia.
Ambientato in paese con qualche ripresa in città, Amerika, questo è il titolo dell’opera cinematografica, racconta la storia di tre amici che hanno scelto di vivere una vita “spericolata”. Trascorrono le loro giornate in uno stato di noia spezzata da bravate, spaccio di droga, videogiochi, furti, piccoli espedienti per tirare a campare in una condizione di disagio che normale non è. Vite svuotate delle relazioni familiari che figurano assenti o problematiche. Dove la gerarchia dei valori si sgretola e l’America appare l’unico orizzonte capace di rimettere ordine nella loro vita, l’unica possibilità di riscatto e speranza, il sogno irrealizzabile.
E qualcuno, in questa storia, per fortuna ce la fa a suonare una musica diversa, dimostrando che dare una svolta alla propria vita è possibile. Ma non basta perché, si sa, prima o poi bisogna fare i conti con la realtà che presenta il conto spesso salato, che il giovane regista isolano ha abilmente affidato al colpo di scena finale.
«Alcuni luoghi del mio paese – dice – mi hanno suscitato delle immagini e idee che ho messo insieme creando una storia; il messaggio che ho voluto dare non è legato principalmente al contenuto del film, ma piuttosto all’esperienza compiuta che dimostra come oggi, con la tecnologia digitale, sia possibile fare un film davvero con poco, una opportunità alla portata di tutti».
Il film, realizzato con il finanziamento del progetto regionale “Bando alle ciance”, patrocinato dal Comune di Isola della Scala, è stato realizzato con una semplice Reflex. Ha richiesto un anno di lavoro e vanta un cast giovanissimo composto da attori in erba come Giacomo Zandonà (di Isola della Scala), Pietro Bonetto (di Vigasio), Alberto De Gaspari (di Legnago), Manuel Cavalieri (di Verona). Fra gli isolani ci sono anche Emiliano Fiorini e Cristian Veronese. Un’avventura che li ha tutti molto coinvolti emotivamente.
«È stata un’esperienza molto entusiasmante – racconta Giacomo, uno dei tre protagonisti principali – perché vedevo che, giorno dopo giorno, il progetto di Alberto si stava concretizzando. All’inizio non è stato semplice entrare nei panni di Umberto, perché per molti aspetti era lontano da me. Poi, studiando il personaggio, provando le varie scene e guardando L’odio di Mathieu Kassowitz, il film a cui il nostro regista si è ispirato, sono riuscito a farlo mio».
Spenti i riflettori, per tutti rimane il sogno del cinema, ma una qualche cosa alla comunità isolana questi ragazzi lo hanno certamente dimostrato: e cioè che nella vita serve il coraggio di volare.
Lidia Morellato

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Isola della Scala. Presentato il film Amerika realizzato con attori “locali” e con una semplice Reflex
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