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Cresce e cambia: il lavoro oggi è così

Il rapporto semestrale della Cisl Verona: più contratti, sempre più a termine

Parole chiave: Cisl Verona (1), Occupazione (3), Terziario (1), Lavoro (21), Giovani (15), Pensioni (3), Sociale (4), Industria (2)
Cresce e cambia: il lavoro oggi è così

Come cambia il mercato del lavoro nella provincia di Verona? Stando al rapporto semestrale della Cisl, crescono sempre di più i lavori a termine (+19% di assunzioni, con un incremento netto di oltre 10mila posizioni di lavoro) e il lavoro somministrato (con un +29% delle nuove attività contrattuali).

Nel corso del 2017, poi, è stata registrata una diminuzione dei contratti a tempo indeterminato, con una riduzione pari al 12% rispetto al 2016.

Si è rafforzato invece il trend dell’apprendistato, le cui assunzioni crescono del 24%. Aumentano anche i contratti a tempo parziale, che nel 2017 raggiungono in Veneto il 34%, ben quattro punti percentuali in più rispetto all’anno precedente; l’incidenza del part time ha interessato soprattutto la componente femminile, dove raggiunge il 49% del totale dei nuovi rapporti di lavoro attivati, mentre invece la controparte maschile si ferma al 25%. Il dato più rilevante resta comunque il tasso di disoccupazione, che a Verona si stabilisce al 6%, contro la media nazionale dell’11%.

Si stanno inoltre consolidando nuove forme contrattuali, che si adattano ai tempi che corrono. Tra esse, il lavoro intermittente (detto anche “contratto a chiamata”), mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione del datore di lavoro per svolgere determinate prestazioni di carattere discontinuo o, appunto, intermittente. Le assunzioni in questo campo sono più che raddoppiate rispetto al 2016, dopo una brusca inversione di tendenza iniziata nel 2013, determinata dall’introduzione di pesanti restrizioni nell’utilizzo del lavoro accessorio e, successivamente, dall’abrogazione temporanea di questa modalità lavorativa. Tuttavia nel 2017 sono aumentate drasticamente: ad oggi interessano in particolar modo i lavoratori più giovani. Aumenta invece in misura quasi impercettibile il lavoro domestico, costituito per il 77% da stranieri e dal 23% di italiani, questi ultimi in leggera crescita.

In notevole aumento anche le “esperienze di lavoro”, ovvero i tirocini avviati nella provincia di Verona, grazie anche agli effetti del programma Garanzia Giovani. Nel corso dell’anno le attivazioni sono state complessivamente 6.650, il 28% in più dell’anno precedente, rispetto alle 2mila del 2008. In relazione al totale dei tirocini attivati risultano in forte crescita le esperienze direttamente connesse a specifiche misure di politica attiva del lavoro, in particolare quelle rivolte alle fasce più giovani della popolazione. Coloro che hanno firmato un patto di servizio con il programma Garanzia Giovani sono stati, dall’avvio dell’iniziativa (nel secondo trimestre del 2014), oltre 9mila.

Gli impegni del sindacato. Il sindacato si impegna soprattutto su due aspetti, per quanto riguarda le politiche lavorative. Innanzitutto un aiuto concreto per accompagnare e formare costantemente i lavoratori, poiché le tecnologie si sviluppano sempre più rapidamente, ed è quindi necessaria una costante istruzione e re-skilling (ovvero l’adattamento delle competenze); i progressi tecnologici impongono infatti alle aziende nuove professionalità e nuove abilità sempre più aggiornate.
Dall’altro lato il sindacato si vuole occupare anche delle figure professionali basse, sempre meno tutelate. «Vi è infatti una polarizzazione delle professionalità – sottolinea il segretario generale della Cisl di Verona Massimo Castellani –. Si cercano professionalità sempre più alte o professionalità prevalentemente di manovalanza, con una scomparsa della classe media. È per questo che diventano fondamentali i corsi di specializzazione e di formazione».

La terziarizzazione del mercato. Il mercato del lavoro sta attraversando una fase di terziarizzazione anche da parte del settore industriale, che sta subendo profondi cambiamenti con l’avanzamento tecnologico. La domanda di lavoro proviene sempre più dai servizi; si sta inoltre registrando un effetto “travaso” dei posti di lavoro persi nell’industria durante la crisi e, infine, l’industria sta vivendo una vera e propria metamorfosi. Dovuta, in primis, alle nuove istanze emergenti, come le tecnologie green, che stanno modificando il settore secondario; c’entrano poi l’avanzamento tecnologico (ma restiamo comunque lontani dal futuro distopico e preoccupante in cui le macchine sostituiranno l’uomo) e l’ibridazione dei settori: che cos’è industria e che cos’è terziario? Vi è un’interconnessione anche nelle professioni, indice della mobilità ed elasticità del lavoro nella nostra società contemporanea.

Previsioni per il 2018. Anche nel primo trimestre del 2018 è stato rilevato un trend positivo come nei mesi precedenti. Aumentano le assunzioni (+21% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) e continua la scia del lavoro a tempo determinato e somministrato. Prosegue inoltre in positivo il lavoro intermittente e il lavoro parasubordinato, e fanno seguito i tirocini. Cresce anche l’indeterminato, +29% le assunzioni.

Resta evidente il problema di un mercato del lavoro contraddistinto da crescenti differenziazioni interne, problematica che preoccupa il sindacato. Oltre a ciò, è necessario sottolineare la situazione della forza lavoro che invecchia, con uno scarso ricambio generazionale. Sempre più in aumento i giovani che preferiscono trasferirsi all’estero, in quanto non vedono possibilità lavorative nel nostro Paese, con il rischio che in futuro non ci saranno sufficienti risorse per sostituire la generazione precedente. Come sottolinea il sindacato, tuttavia, non siamo di fronte ad uno scenario futuro in cui il tempo indeterminato non esisterà più; come fanno notare i dati dell’anno nuovo, siamo di fronte a una ripresa dell’ambìto “posto fisso”, unita alle nuove forme contrattuali su cui il mondo del lavoro si sta rapidamente modellando.

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