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Il nuovo centro di ascolto segno tangibile di carità

di LIDIA MORELLATO

Ha aperto i battenti per comprendere le esigenze delle persone in difficoltà e supportarle nel trovare soluzioni 

Parole chiave: Ascolto (4), Chiesa (74), Carità (53)
Il nuovo centro di ascolto segno tangibile di carità

di LIDIA MORELLATO

Prendersi cura degli altri con spirito di amore fraterno. È l’impegno concreto assunto dalla parrocchia di Isola della Scala con l’istituzione di un centro di ascolto che ha aperto i battenti la scorsa settimana. Un servizio avviato in collaborazione con la Caritas e la San Vincenzo, a 400 anni dalla nascita dell’abbazia di Santo Stefano, che rappresenta un segno tangibile di carità della chiesa locale. «L’anniversario della nostra chiesa non è fatto solo di celebrazioni e restauri – sottolinea l’abate don Roberto Bianchini – ma anche di impegni tangibili che lasciano il segno della vita cristiana che si esprime prendendosi cura dei bisogni della persone». 
«Inizialmente – aggiunge – pensavamo a un emporio della solidarietà ma durante la pandemia ci siamo resi conto che le esigenze del territorio erano diverse e quindi abbiamo pensato a un centro di ascolto che intercetta le nuove sofferenze, le fragilità e i bisogni delle persone in difficoltà». «Non risolve i problemi – prosegue – ma cerca di comprendere le esigenze della persona in difficoltà orientandola verso realtà più adeguate per trovare una soluzione». Ascolto, accoglienza e accompagnamento sono i perni del nuovo servizio parrocchiale che si trova negli spazi attigui all’abbazia di Santo Stefano, a cui si accede da via Rimembranza, passando dalla cortesela dove una targa – raffigurante un volto umano che tende l’orecchio per ascoltare – ne indica l’ingresso. Si trova negli spazi che un tempo erano l’appartamento di don Andrea Sartori, oggi trasformato in una accogliente saletta in cui vengono accolte, con grande discrezione, le persone in cerca di aiuto, persone che si sentono sole e non sanno a chi rivolgersi. Il centro di ascolto ha la funzione di incontrare, accogliere, ascoltare e prendere in carico, indirizzare chi vive una situazione di fragilità sociale, economica e culturale cercando di stabilire una relazione costruttiva volta a trovare soluzioni possibili per restituire autonomia, dignità e libertà personali. Opererà con un gruppo di volontari esperti e formati attraverso un corso di formazione tenuto dai padri Camilliani di Quinzano. Non si sostituisce ai servizi sociali del Comune, alla Caritas veronese, ai servizi sanitari, alle associazioni e a tutte le realtà del territorio, ma opera in rete e in costante collaborazione con esse. «È un progetto di reciprocità – conclude il parroco – che promuove una circolarità di relazioni, un’opera della comunità perché diventi corresponsabile della capacità di ascolto». Perciò i volontari dello sportello hanno chiesto la collaborazione della comunità parrocchiale ricordando “di avere occhi e orecchie aperti e attenti, di accorgersi di chi è in difficoltà e avvicinarlo, di prendersene cura, segnalando anche questa possibilità”. Il Centro di ascolto è aperto ogni venerdì dalle 9 alle 11, mentre negli altri giorni riceve solo su appuntamento. 
Per informazioni telefonare al 335.8451949 oppure inviare una mail all’indirizzo centroascoltoisola@gmail. com

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