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Primo Piano. Il commercio al tempo dei saldi

Negozi fisici di fronte al ciclone Amazon: che fare per non chiudere bottega?

Parole chiave: Saldi (3), Sconti (1), Commercio (2), Economia (13)
Giovane donna in un negozio di abiti osserva da vicino un . capo di abbigliamento

Nei tempi in cui gli acquisti viaggiano spediti prima nella rete e poi sulle ruote dei corrieri, le modalità che accompagnano il rito delle vendite promozionali sono in parte cambiate. Hanno ancora senso le svendite di fine stagione? Sì e no...
Intervista a Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona.

I saldi alla resa dei conti
Hanno ancora senso le svendite di fine stagione? Sì e no...

C’erano stagioni in cui l’avvio dei saldi era una delle giornate più attese dell’anno. Il momento opportuno per acquistare quel paio di bellissime scarpe, tanto amate se non fosse stato per il prezzo segnato sul cartellino, finalmente scontate e quindi d’occasione… Erano state prima adocchiate nell’angolo di una vetrina, poi provate, quindi monitorate con attenzione sugli scaffali del negozio fino alla fatidica data del mese di luglio o gennaio che avrebbe alleggerito la cifra.
Nei tempi in cui gli acquisti viaggiano spediti prima nella rete e poi sulle ruote dei corrieri, le modalità che accompagnano il rito delle vendite promozionali sono in parte cambiate. Basta innanzitutto dare una rapida occhiata alla propria posta elettronica. Nelle settimane che precedono gli sconti invernali ed estivi, le e-mail si riempiono di offerte (ovviamente esclusive) per i titolari delle carte vantaggi di negozi fisici e virtuali: dall’abbigliamento all’hi-tech, passando con un semplice click dai prodotti di bellezza alle attrezzature per lo sport. Prime strategie per arruffianarsi qualche cliente che, senza muoversi da casa, non deve fare altro che scegliere, fare l’ordine e pagare, attendere qualche giorno l’arrivo del pacchetto e… scartare con gioia la merce prescelta.
Potere delle strategie di marketing che hanno allargato le maglie della possibilità di acquistare on line creando – anzi, copiando da oltre oceano – occasioni ghiotte, tutto l’anno, per chi vuole (o pensa di) risparmiare: a novembre il Black Friday, il “venerdì nero” che negli Usa sancisce l’avvio dello shopping natalizio nelle grandi catene, mentre il lunedì successivo, riservato al Cyber Monday, riguarda l’elettronica di consumo. Gli spunti non mancano, tanto che quest’anno una catena di elettronica, sul far dell’estate, ha inventato una super giornata di imperdibili offerte di cui approfittare stando comodamente sdraiati sotto l’ombrellone.
Pioniere degli sconti pazzi è stato Amazon, la piattaforma di e-commerce di Jeff Bezos, con i suoi Prime Day: 36 ore di offerte ininterrotte per gli abbonati del servizio Prime, cioè per gli acquirenti di fiducia che pagano quel qualcosa in più in cambio di vantaggi (per esempio il trasporto gratuito). È indubbio: il gigante Amazon, la seconda azienda americana ad avere raggiunto una capitalizzazione di almeno 800 miliardi di dollari (sul podio, per intenderci, c’è il colosso Apple), ha rivoluzionato le modalità del far compere. Se non per tutti, per parecchi italiani.
In questo panorama, il calendario dei saldi, concepito sull’esperienza del passato, forse non ha più senso di esistere. Addirittura secondo il Codacons dovrebbe essere abolito per legge, poiché oltre a essere obsoleti e superati, i ribassi programmati hanno perso l’appeal che avevano in passato tra i consumatori, ora ammaliati da continue proposte su molteplici fronti. Infatti pochi commercianti, figuriamoci i giganti del commercio, rispettano il caledario, aggirando l’ostacolo tra promozioni che arrivano virtualmente, super maratone di ribassi, occasioni anticipate. Ed è allora che, dalla dimensione delle compere a portata di mouse, si passa alla quotidianità dei centri commerciali alle prese con le vendite di fine stagione.
Il lunedì precedente il 7 luglio, giorno “ics” dei saldi estivi 2018 in riva all’Adige dettato dalla Regione Veneto, nella mega-struttura aperta a sud della città della frenesia da shopping delle occasioni pare non vi sia traccia. La popolazione è variegata: dalle famiglie con bambini, a caccia delle ultime cose da mettere in valigia, a chi in pausa pranzo allunga l’occhio tra gli scaffali; non manca qualche turista. Il rito dello struscio lungo i candidi corridoi pare più che altro per passatempo o esplorazione, almeno così si evince dal numero di sacchetti che le persone portano con sé e dal fatto che alcuni negozi sono animati unicamente dalla presenza del personale.
Soprattutto nei negozi di abbigliamento lo sguardo indagatore su taglie, capi appesi agli appendini e prezzi non sente i venti della crisi: lascia intendere che buona parte della clientela, con un primato che da un rapido conteggio spetta alle donne, ha deciso di attendere la fatidica scadenza. Perché comunque gli affezionati degli acquisti tradizionali, per cui una camicetta te la puoi provare in camerino e non rimirarla addosso a una modella in fotografia, rimangono. E se hanno adocchiato qualcosa, andranno a cercarla.
La dinamica accattivante delle e-mail viene declinata sulle luccicanti vetrine del centro commerciale dove i vetri di alcuni negozi di merceologia varia (dai vestiti agli accessori) sono colorati di adesivi accalappia-clienti: promozioni per i possessori di carta vantaggi, sconti su capi selezionati, offerte compri due capi e ne paghi uno e mezzo… Magari non saranno pezzi da ultimo grido, ma l’intento di far aprire il portafoglio è palese. E magari è utile a risollevare quelle giornate di fiacca che, inevitabilmente, accompagnano la prima calura estiva con i consumatori un po’ pigri. Poi, con i saldi al via, si vedrà.
Marta Bicego

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