
Probabilmente
non esistono più allenatori di serie A come Niels Liedholm che prima di
decidere la formazione da mettere in campo la domenica si basava non
solo sulle condizioni psico-fisiche degli atleti a disposizione, ma
anche sugli influssi astrali di ciascuno. E chissà quali oroscopi
favorevoli dovevano sempre avere giocatori mediocri come Manzo e
Scarnecchia per essere definiti "essessionali" dal barone svedese
Liddas (così il mister veniva soprannominato), con quel suo italiano
rimasto imperfetto anche dopo 40 anni di permanenza nel nostro Paese.
La "devozione" verso l'astrologia dell'allenatore della Roma era nota
ed è stata ricordata da Piero Angela, il giornalista e divulgatore
scientifico torinese, inventore della trasmissione Quark e di tutte le
sue derivazioni, ospite del primo incontro de "I Giovedì della Scienza"
promossi dall'Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona.
Una serie di appuntamenti, in programma da qui a maggio (il prossimo,
per chi legge, sarà il 18 marzo alle 17.30 sul tema: "Voci, bufale e
leggende urbane. Da dove vengono, perché le raccontiamo, perché ci
crediamo" con Lorenzo Montali) dedicati a "L'illusione del paranormale"
ed organizzati in collaborazione con il Cicap, Comitato italiano per il
controllo delle affermazioni sul paranormale, sorto nel 1989 e che ebbe
tra i fondatori proprio Angela. Assai meno conosciuta era l'attenzione
per le stelle del presidente della Repubblica, Sandro Pertini che non
prendeva decisioni se al mattino non aveva sentito l'oroscopo alla
radio (forse era quello "mitico" di Linda Wolf, da poco scomparsa?
Sarebbe stato capace anche un bambino di previsioni del tipo: Ariete:
bene; Toro: attenzione sul lavoro; Gemelli: discreti rapporti con le
persone...). Così pure il fatto che vi siano uffici di consulenza per
grandi aziende impegnati nel valutare i profili astrologici delle
persone che devono essere assunte.
Come ha ricordato nell'introduzione alla serata il presidente
dell'Accademia, nonché curatore scientifico del ciclo di appuntamenti,
Galeazzo Sciarretta, fu Angela il primo a portare il tema alla ribalta
mediatica nazionale con le 20 puntate del programma Viaggio nel mondo
del paranormale, trasmesso dalla Rai 32 anni or sono. «Fu l'unica
trasmissione a trattare l'argomento in maniera documentata, mentre oggi
più si sparano grosse meglio è, per conquistare l'audience. Si parla
dei confini della conoscenza, ma non si tratta di valicarli, bensì di
allargarli, perché al di fuori di essi c'è l'ignoranza».
L'input al programma e «alla lunga battaglia in un campo vastissimo nel
quale c'è di tutto e continua ad ampliarsi», venne al giornalista
torinese (81 anni splendidamente portati), dalla presenza al quiz
Rischiatutto tra la fine del 1971 e l'inizio del '72 di «un concorrente
simpaticissimo, il dottor Massimo Inardi - ha raccontato Angela al
folto pubblico presente nella sede dell'Accademia in via Leoncino -.
Egli si presentava su Mozart ma era anche presidente di un circolo di
parapsicologia di Bologna. Parlava delle ricerche che faceva nella sua
associazione e, siccome vinceva sempre, ogni settimana trattava
numerosi argomenti presentandoli come certi: telepatia, premonizioni,
veggenze, fenomeni strani, oggetti che si muovono a distanza,
guaritori... Desiderai con metodo scientifico andare ad esaminare più
da vicino queste cose. Proposi alla Rai queste trasmissioni per
preparare le quali impiegai un anno andando in giro in Europa e
soprattutto negli Usa a parlare con tutti quelli che potevano essere
utili per illuminare la scena, sia scettici che studiosi. Cercai di
capire il metodo, i risultati, la storia, le contraddizioni e più
andavo avanti, più constatavo che le cose crollavano appena si cercava
di approfondirle». In quegli anni era molto famoso Uri Gheller, un
medium israeliano che piegava le forchette e i cucchiai con la forza
del pensiero. «Incontrai un prestigiatore americano, James Randy - ha
raccontato Angela - che stava scrivendo un libro su Gheller e faceva le
sue stesse cose. Mi mostrò di saper vedere anch'egli attraverso il
corpo, attraverso una delle specializzazioni dei prestigiatori che è il
mentalismo, ovvero la conoscenza di tutte le trappole mentali in cui
uno può cadere». Anche qualche docente universitario era cascato nella
trappola di Gheller dichiarandone la scientificità, ma il trucco di
piegare i cucchiai consiste nello snervarli precedentemente fino al
punto in cui basta poco per spezzarli.
«Il controllo diventa il problema centrale in questo tipo di ricerca -
ha spiegato Angela -. Esso è inversamente proporzionale al manifestarsi
del fenomeno. Ci sono tante cose nell'universo che non si conoscono,
tuttavia il nostro intento era quello di sapere anzitutto se questi
fenomeni esistono e non sono frutto di illusione o di un trucco. Alla
fine di questa lunga inchiesta la mia conclusione fu che mancava il
fenomeno, ma c'erano invece trucchi, errori di statistica, coincidenze,
senza contare il ruolo del caso e della probabilità. Siamo noi a dare
un significato anomalo a quella che invece è la logica e la
matematica».
Un mondo vastissimo quello del mistero, del paranormale, dell'insolito.
«Ma ci sono anche realtà che ci sembrano molto normali - ha continuato
Angela - come l'attività dei rabdomanti, ovvero coloro che vengono
chiamati per trovare l'acqua nei terreni e che recano una bacchetta
fatta a forma di Y la quale scatta quando il rabdomante sente la
presenza dell'acqua. Facemmo un esperimento a Formello lanciando una
sfida a cinque di loro, separatamente. In nessun caso la scoperta
dell'acqua coincideva. L'acqua c'è dappertutto, il problema è
stabilirne la profondità».
In questa galassia rientra anche lo spiritismo. «Incontrai il membro di
una setta che operava in Florida, posto frequentato da molti pensionati
- ha raccontato il giornalista -. Mi spiegò che faceva delle sedute
spiritiche in stanze al buio, tranne che per una lampadina rossa.
Durante l'incontro un uomo vestito di nero entrava in scena.
Solitamente le signore appendevano la borsa sul pomello della sedia e,
senza che se ne accorgessero, veniva portata via. Fotocopiavano i
documenti contenuti e la rimettevano a posto. In questa maniera
conoscevano tutto di queste signore. Inoltre entravano in contatto con
la loro rete di veggenti e si facevano descrivere la situazione
famigliare e altri dati personali. Durante la seduta potevano così
mostrare che lo spirito aveva rivelato tutto quanto su di loro». Ma
ancor più grave il fatto che «a volte alcune vedove volevano entrare in
contatto col marito defunto e questi facevano loro credere di poter
avere dei rapporti sessuali per via intermediata, convincendole che era
il marito ad entrare nel medium. Questo signore subì sette attentati e
finì paralizzato dopo aver ricevuto una fucilata».
Angela ha raccontato che spesso anche la polizia si avvale dei veggenti
e dei sensitivi, come pure dell'audience che questi presunti fenomeni
riscuotono presso il pubblico, suscitando l'interesse dei mass media,
raramente disposti a riconoscere che si tratta di autentici ciarlatani.
Angelo Zambaldo