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Accade in provincia

MONTEFORTE D'ALPONE
Sfiorano il 15% della popolazione, una presenza che sembra aver spaccato la comunità locale
Stranieri:
invasione o spauracchio?
   
A Monteforte d'Alpone da qualche settimana si è scatenata una guerra sul numero di stranieri presenti tra maggioranza e opposizione. Monteforte, infatti, assieme a San Bonifacio, è il paese dell'Est veronese con la più alta percentuale di stranieri. Secondo i dati dell'Istat, al 31 dicembre 2008 a Monteforte ne risiedevano 1.218, che rappresentavano il 14.6% della popolazione.
E gli stranieri, anche se dal giugno 2009 il Comune di Monteforte è amministrato da Pdl e Lega, hanno continuato ad aumentare, almeno fino alla fine dell'anno scorso (vedi tabella): al 31 dicembre 2009, infatti, erano 1.269. Poi, a partire dal primo gennaio fino al 31 maggio di quest'anno, non si riesce a capire esattamente se gli stranieri siano diminuiti o aumentati.
Secondo i dati richiesti all'Ufficio Anagrafe da Serafino Sordato, consigliere di minoranza della civica "Monteforte Doc", al 31 maggio 2010 gli stranieri a Monteforte erano 1,299, quindi sembrano essere aumentati, rispetto al 31 dicembre 2009, del 2,36%. «A questo numero però - afferma Sordato - vanno aggiunti altri 30 soggetti presenti nel Comune in attesa della concessione di residenza. La presenza di cittadini stranieri complessiva, quindi, al 31 maggio 2010 ammontava a 1.329 persone, pari al 15,6% della popolazione».
I dati richiesti all'Ufficio Anagrafe dal sindaco di Monteforte d'Alpone Carlo Tessari, invece, discostano parecchio da quelli del consigliere. Secondo i dati che gli hanno rilasciato, al 31 maggio 2010 gli stranieri a Monteforte erano 1.249, quindi sembrano essere diminuiti, rispetto al 31 dicembre 2009, dell'1,58%. Questa sarebbe la prima volta che succede nell'arco di dieci anni. «Di questi - spiega il sindaco Tessari - fanno parte anche 50 nuovi nati, figli di stranieri regolarmente residenti a Monteforte già prima dell'insediamento della nostra amministrazione».
Come si spiega questa differenza di dati? «La mia richiesta di dati all'Anagrafe è del 10 giugno - sottolinea Sordato - e la risposta dell'ufficiale di anagrafe è del 15 giugno: mi lascia quindi perplesso che ben 50 cittadini stranieri si siano cancellati dall'Anagrafe in meno di due mesi, quando altri 30 sono in attesa della concessione della residenza, sempre al 31 maggio 2010».
«Io ho chiesto ufficialmente la situazione con relativi grafici all'Ufficio Anagrafe - dichiara invece il sindaco -. Lo stesso Sordato al quotidiano L'Arena ammette che i dati da lui riportati sono ufficiosi. Forse gli sfugge la netta distinzione tra ufficialità ed ufficiosità, tuttavia le 50 persone che lui contesta risultano non solo irreperibili ma addirittura cancellate per irreperibilità».
Dall'Ufficio Anagrafe del Comune di Monteforte fanno sapere che i dati del sindaco e i dati del consigliere Sordato sono diversi perché sono stati richiesti in giorni diversi: «I termini per la cancellazione di cittadini stranieri, che hanno il permesso di soggiorno scaduto, sono piuttosto lunghi», spiegano dall'Ufficio. «È successo che, tra una richiesta di dati e l'altra, sono stati cancellati degli stranieri dall'Anagrafe».
Marco Bolla 



Centrosinistra e Carroccio litigano da anni su come affrontare la questione immigrazione
L'accusa del consigliere Sordato: «Con la Lega tutto come prima, ma in campagna elettorale...»
Chi ride e chi piange
tra sindaci un po' spiazzati

Parla Serafino Sordato, ex assessore ai Servizi Sociali a Monteforte ed ora consigliere d'opposizione della lista civica "Monteforte Doc" (centrosinistra).

- Negli ultimi dieci anni, almeno fino al 31 dicembre 2009, gli stranieri a Monteforte hanno mantenuto un trend di crescita. Qualche riflessione?
«I dati che ho raccolto confermano che sull'arrivo di cittadini stranieri in un determinato territorio poco influisce il colore politico di un'amministrazione, ma sono prevalentemente i mercati del lavoro e della casa a determinarne gli spostamenti. Ne sia dimostrazione il fatto che, in Veneto, il Comune e la Provincia con la più alta concentrazione di cittadini stranieri è Treviso, da sempre feudo della Lega Nord. Bisogna inoltre tenere nella dovuta considerazione la crescita dovuta ai ricongiungimenti familiari, trattandosi in maggioranza di coppie giovani; e ai diversi indici di natalità della popolazione straniera, che è di 25,5 nati vivi ogni mille residenti stranieri, contro i 10 nati vivi ogni mille residenti italiani, indici che ho scoperto nel 2006 effettuando una ricerca sull'immigrazione a Monteforte. Questo dato sulla natalità è confermato anche dalla percentuale di nati stranieri presso il punto nascite dell'ospedale di San Bonifacio, che dal gennaio 2007 al gennaio 2010 è quasi raddoppiata».

- La scorsa amministrazione guidata da Antonio Carletto, vicina al centrosinistra, e di cui anche lei faceva parte, è stata accusata più volte dal centrodestra, ma soprattutto dalla Lega, di essere stata troppo permissiva con gli stranieri.
«Nella prima seduta del nuovo consiglio comunale il sindaco Carlo Tessari ha sottolineato che, negli ultimi anni, si è assistito ad un aumento considerevole delle presenze di stranieri nel nostro Comune, tale da trasformarlo in un "paese dormitorio" e poco sicuro. Di conseguenza annunciava un programma che prevedeva il contrasto dell'immigrazione clandestina, una maggior severità nella concessione di nuove residenze a cittadini stranieri, l'attivazione di un sistema di videosorveglianza nelle aree giudicate a rischio, la presenza di volontari per la sicurezza e l'espulsione di cittadini stranieri secondo la procedura prevista dalla legge. Nell'enunciare questo programma, ma anche per tutta la durata della campagna elettorale, l'accusa che ci venne rivolta è stata quella di essere stati "troppo teneri" con gli stranieri, di avere mantenuto intere famiglie elargendo contributi a piene mani, di non avere contrastato con sufficiente determinazione l'immigrazione clandestina. Queste accuse ci sono state rivolte senza esibire alcun dato, oppure quelli che venivano riportati non corrispondevano al vero. Questa propaganda ha ottenuto alla fine il risultato atteso: la maggioranza degli elettori, come è successo nel resto dell'Italia del Nord, sono stati attratti dal "canto delle Sirene". Coloro che pensavano che con l'arrivo della Lega i cittadini stranieri sarebbero spariti dalle vie di Monteforte, dovranno ricredersi: i dati parlano chiaro e dimostrano il contrario. Comunque voglio sottolineare che noi siamo sempre stati favorevoli all'accoglienza e all'integrazione dei cittadini stranieri che arrivano per migliorare il futuro per sé e per la propria famiglia, e che accettano e rispettano le leggi del paese che li ospita».

- Ma siete stati "fiancheggiatori"?
«Durante l'amministrazione Carletto non erano state ancora approvate le norme contenute nel pacchetto sicurezza e non esisteva il reato di clandestinità. Ciononostante sono state effettuate operazioni finalizzate al contrasto di questo fenomeno, con la collaborazione di carabinieri e polizia locale, che hanno portato ad individuare cinque giovani clandestini. Del resto, secondo le chiacchiere dei sostenitori dell'attuale amministrazione, Monteforte doveva essere un Comune pieno di clandestini ed era pertanto necessario l'arrivo della Lega per liberare il territorio da questa piaga. Se questa era la situazione annunciata in campagna elettorale, mi si deve spiegare come mai al 28 maggio 2010 (dopo un anno di amministrazione Tessari) siano stati individuati solo cinque stranieri non titolari di alcuna autorizzazione a soggiornare nel territorio italiano, nonostante i controlli della polizia locale».

- Nel consiglio comunale del 26 aprile, però, mi risulta che lei ha criticato l'amministrazione comunale per le spese sociali...

«Per quanto riguarda gli interventi nel sociale, in questo primo anno, l'attuale amministrazione sta proseguendo con gli stessi criteri adottati da quella precedente: agli stranieri vengono elargiti contributi sotto forma di buoni per l'acquisto di generi alimentari di prima necessità e per il pagamento di bollette Enel, dopo una valutazione delle difficoltà delle famiglie in rapporto alla presenza di bambini piccoli: anche noi lo facevamo ed è giusto che sia così! Io criticavo il fatto che quando eravamo noi a fare questi stessi interventi, venivamo duramente attaccati e considerati "sacrileghi" o "troppo buoni". Quando ho sollevato la questione in consiglio il sindaco mi ha risposto: "Sono esseri umani anche loro!", e l'assessore si Servizi Sociali ha aggiunto: " Ci sono bambini piccoli!", come se noi non lo sapessimo...».
Marco Bolla

(I servizi completi alle pagine 20 e 21 di Verona Fedele del 5 settembre 2010)