Spiato in tv
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Sarà pure Bianca, ma è tutto già visto

Bianca Berlinguer, fino all’agosto scorso direttrice del Tg3, dopo essere stata sollevata dal suo incarico, ha ricevuto come premio di consolazione la possibilità di realizzare un programma tutto suo. In modo polemico l’ha chiamato #cartabianca, premettendo al titolo l’hashtag.

Parole chiave: #cartabianca (1)
Sarà pure Bianca, ma è tutto già visto

Bianca Berlinguer, fino all’agosto scorso direttrice del Tg3, dopo essere stata sollevata dal suo incarico, ha ricevuto come premio di consolazione la possibilità di realizzare un programma tutto suo. In modo polemico l’ha chiamato #cartabianca, premettendo al titolo l’hashtag. Se le parole fanno chiaramente riferimento al suo nome, al tempo stesso esse indicano l’estrema libertà con la quale ella si può muovere all’interno della terza rete della Rai che è sempre stata la sua casa. Piuttosto di rischiare che la giornalista cambiasse casacca, i dirigenti della tv di Stato, infatti, hanno preferito tenerla presso di sé evitando così di ritrovarsela temuta avversaria su una rete concorrente.
Alla guida di questo singolare talk show, un po’ confuso tra il dibattito tra due avversari e l’indagine di approfondimento, la conduttrice ha conservato inconfondibilmente lo stile del telegiornale, rifatto solo in modo diverso. Proprio all’inizio della trasmissione, infatti, nel riassumere i fatti del giorno, pare che legga il sommario di un qualsiasi spazio informativo. Il viso sempre duro e le parole scandite in modo lapidario si sono leggermente addolcite, ma il metodo resta sempre quello di andare contro, di ipotizzare per forza un retroscena inquietante, di dichiarare una verità diversa da quella già data per acquisita. Guardando la Berlinguer non c’è mai una tregua, un momento in cui sorridere e fermarsi, come una pesante lezione scolastica di cui non si vede la fine.
In questo contenitore non si racconta nulla di nuovo, non si sente niente di diverso da qualsiasi altro programma d’informazione o dibattito politico. La conduttrice schierata sempre all’opposizione di chi governa, poteva certamente avere più inventiva visto che aveva l’ampia discrezionalità che le è stata concessa. Questo ennesimo teatrino della politica è, inoltre, talmente essenziale nella scenografia che anche gli sgabelli sono diventati trasparenti e la conduttrice, quando non è in piedi, sembra anch’essa seduta in bilico sul nulla. La scelta poi di chiamare come inviato il comico Gabriele Corsi resta molto bizzarra e inconcludente, quasi una piccola appendice per alleggerire un po’ l’aria. In questa mezz’ora quotidiana la Berlinguer ha sprecato l’occasione per scrivere una pagina nuova di televisione, recitando in fondo una parte ben allineata al più sicuro dei conformismi.

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