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Menà – Quella chiesa “Cattedrale” e la Sovrintendenza

Roma ha San Pietro, Verona l’Arena, si sa, ma non tutti sanno che a Castagnaro c’è la famosissima Cattedrale di Menà.

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Menà – Quella chiesa “Cattedrale” e la Sovrintendenza

Roma ha San Pietro, Verona l’Arena, si sa, ma non tutti sanno che a Castagnaro c’è la famosissima Cattedrale di Menà. Non si tratta, ovviamente, della chiesa parrocchiale in uso, più modesta, e neppure della bella e preziosa chiesetta lì accanto: bensì di un’eccelsa Cattedrale. Come? Non ve ne siete mai accorti? Stiamo parlando proprio della chiesa Cattedrale di Menà che, purtroppo, sembra ormai ridotta... a un rudere. Sembra! Appunto, ma come spesso accade, l’apparenza inganna. L’apparenza di un rudere, senza alcun pregio, inganna infatti solo tutte le persone comuni e tutti gli stessi sovrintendenti alle belle arti e tutti i vescovi che si sono degnati di andare personalmente a vederla in questi ultimi anni, con i loro propri occhi. 
L’Unesco è preoccupata e non capisce perché come mai da tanti, troppi anni tutti i cittadini e i parrocchiani di Menà, con in testa i loro parroci, gli amministratori pubblici locali e la Diocesi, insistano perché si completi la demolizione e si rimuovano delle inestimabili “rovine”. Per questo l’Unesco, anche ultimamente, attraverso la mano secolare della Sovrintendenza burocratica alle belle arti, fa in modo che la Cattedrale di Menà sia tutelata dai “barbari”. 
Cosa importa infatti che tutti, cittadini e parrocchiani, chiedano ripetutamente inascoltati che si ponga fine ad uno scempio semplicemente irrimediabile... che cioè il rudere sia demolito e rimosso, per evitare che le persone si facciano male, per consentire che si recuperi la principale piazza del paese e che la strada, che corre accanto alle “antiche” rovine, sia resa per sempre meno rischiosa? 
Richieste “barbariche” sempre rispedite al mittente. Probabilmente l’Unesco ritiene che sia doloroso, ma necessario, educare la popolazione ad apprezzare il bello, a salvaguardare il patrimonio architettonico nascosto… così ben nascosto da sembrare che non ci sia più: ma questo può deciderlo solo l’Unesco sezione regionale. Ma così facendo, non si ottiene forse, esattamente, l’effetto contrario sui cittadini e i parrocchiani che vedono, in tutto questo, solo la mancanza del più semplice e comune buon senso? 
Purtroppo sembra sia il destino stesso a conservare la Cattedrale, e infatti neppure il terremoto è servito a molto... e se la popolazione e il prete del paese, stanchi di tanta irresponsabile illuminata tutela, non diventeranno essi stessi terremoto, la Cattedrale di Menà è destinata a svettare ancora contro il cielo... così da far invidia alla stessa Sagrada Familia del paesino spagnolo di Barcellona che, siamo certi, da domani chiederà di essere gemellata con Menà. 
Possibile che nessuno si accorga che si tratta di un bene architettonico di valore inestimabile? Di una vera e propria Cattedrale... nel deserto, di cui l’Italia, il Belpaese non può fare a meno? Altro che demolirla, con appena un milioncino, o forse due... (ma i soldi, degli altri, si troveranno). Si può ricostruirla, gemellarsi con Barcellona, e cogliere al volo la possibilità che un sito turistico-religioso unico al mondo sia finalmente restituito all’umanità. 
Può essere la fortuna di tutta la Bassa veronese e un’occasione imperdibile per il rilancio dell’euro.

Don Gino Zampieri
Economo diocesano e responsabile ufficio beni culturali

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