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Sacchetti a pagamento «nuovo, assurdo balzello»

Ora manca solo di pagare l'aria (peraltro mediocre se non pessima) che respiriamo. L'ultima riguarda i sacchetti per gli alimentari sfusi, per esempio quelli nei quali al supermercato inseriamo frutta e verdura (e che è già un'impresa aprire). Ora dovranno essere bio, compostabili e, soprattutto, a pagamento, circa 2 centesimi l'uno. Ovviamente perché così vuole l'Europa. «Un nuovo assurdo balzello», commenta Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona.

Sacchetti a pagamento «nuovo, assurdo balzello»

«Dagli shopper a pagamento agli aumenti dei pedaggi autostradali, dall’incremento delle bollette di luce e gas ai maggiori costi postali, il 2018 non inizia certo nel migliore dei modi per i consumatori e di conseguenza per le imprese del terziario di mercato, che a seguito di questi aggravi sui redditi delle famiglie subiranno una prevedibile ulteriore riduzione della propensione al consumo». Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, commenta così “rincari” e nuovi oneri scattati con il nuovo anno.

Dal primo gennaio, in particolare, i consumatori devono pagare i sacchetti ultraleggeri forniti come imballaggio per alimentari sfusi che – per effetto dell’entrata in vigore della legge 123 del 3 agosto scorso, che ha recepito la Direttiva UE n. 2015/720 – dovranno essere biodegradabili, compostabili e ceduti obbligatoriamente a pagamento dalle imprese commerciali.

«Un nuovo, assurdo balzello che graverà sui consumatori e complicherà la vita alle imprese del settore – sottolinea Arena –. Giusto elevare la consapevolezza dei cittadini sugli impatti che le borse di plastica hanno sull’ambiente ma è assurdo scaricare sempre i costi sui consumatori e sulle imprese della distribuzione: si sarebbe potuto e dovuto percorrere strade alternativa imponendo l’utilizzo di materiali eco compatibili già nella fase produttiva».

«A questa misura – conclude Arena – si aggiungono gli altri rincari che vanno a gravare sui redditi delle famiglie anche nel Veronese, proprio nel momento in cui si intravedevano segnali di ripresa. Mentre nella legge di Bilancio recentemente approvata, le imprese del terziario di mercato non hanno ricevuto alcun sostegno: così non va, urge cambiare registro prima che sia troppo tardi per la nostra economia».

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