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Don Luigi Pedrollo verso la gloria degli altari

Prenderà il via venerdì 15 nella Curia di Verona la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione di don Luigi Pedrollo (1888-1986), primo successore di san Giovanni Calabria alla guida della Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza. Domenica alle 10.30 il vescovo Giuseppe Zenti celebrerà la Messa nella chiesa di San Zeno in Monte, sede dell'Opera don Calabria.

Parole chiave: Luigi Pedrollo (1), Santi veronesi (1)
immagine di Pedrollo

“Tra le molteplici espressioni di santità che, per grazia dello Spirito Santo, nella seconda metà del Novecento, sono fiorite nella Diocesi di Verona, è altamente significativa quella riguardante il Servo di Dio Luigi Pedrollo, assistente generale e primo successore di san Giovanni Calabria”. Con queste parole il Vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, preannunciava attraverso un editto pubblicato lo scorso 21 marzo la decisione di intraprendere la causa di beatificazione e canonizzazione del sacerdote che fu per oltre 40 anni il più stretto collaboratore di don Calabria e dopo la sua morte ne raccolse il testimone alla guida dell’Opera da lui fondata in favore dei ragazzi poveri.

L’inchiesta diocesana verrà aperta ufficialmente dal Vescovo venerdì 15 giugno in Curia con una cerimonia riservata, alla presenza dei membri del Tribunale che si occuperanno della causa di don Pedrollo. L’apertura pubblica avverrà invece domenica 17 giugno, con una Messa presieduta sempre da mons. Zenti a San Zeno in Monte, presso la Casa Madre dell’Opera Don Calabria.

«È una grande gioia l’apertura di questa causa – dice padre Miguel Tofful, Superiore generale della Congregazione calabriana –. Don Luigi Pedrollo ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita e poi nella continuazione dell’Opera. Ha incarnato la figura del prete “apostolico” così come l’aveva concepita don Calabria: umile, attento ai poveri, innamorato del Vangelo e con una fiducia incrollabile nella Provvidenza».

La fase diocesana della causa di beatificazione prevede che i membri del tribunale designati dal Vescovo, in questo caso guidati da mons. Tiziano Bonomi, prendano in esame i documenti scritti da don Pedrollo e ascoltino le testimonianze di chi lo ha conosciuto, così da verificare se abbia esercitato in modo eminente le virtù teologali e cardinali. Se alla fine il responsabile incaricato dal Vescovo darà parere favorevole, tutto il materiale passerà a Roma all’esame della Congregazione delle Cause dei Santi. Se anche qui il parere sarà favorevole, il Papa potrà decidere che il Servo di Dio venga dichiarato Venerabile. A quel punto ci sarà la fase più delicata, in quanto per la beatificazione dovrà essere riconosciuto un evento miracoloso, cioè una guarigione scientificamente inspiegabile, attribuibile all’intercessione del Venerabile.

Chi era don Pedrollo

Nato a San Gregorio di Veronella il 31 dicembre 1888, Luigi Pedrollo entrò in seminario a Vicenza nel 1902. Nel 1908 incontrò per la prima volta don Calabria. Dopo l’ordinazione sacerdotale, entrò nell’Opera per volontà del fondatore nel 1914. Da allora ricoprì diversi incarichi. Prima (1919) fondò la succursale a Costozza, poi tornò a San Zeno in Monte (1929) dove ebbe l’incarico di Vicario e contribuì a preparare le Regole della futura Congregazione.

Dopo la morte di don Calabria (4 dicembre 1954), don Pedrollo il 3 marzo 1955 venne nominato Superiore Generale della Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza. Fu lui a realizzare un lontano desiderio di don Calabria, quello di aprire la Congregazione all’attività missionaria (la prima missione venne fondata in America Latina nel 1959). Fu sempre sotto la sua guida che vennero realizzati il Centro Don Calabria di via Roveggia (oggi trasferito in via San Marco) e l’ospedale geriatrico “Don Calabria” di Negrar.

Rimase Superiore Generale dell’Opera fino al 1967. Anche negli anni successivi fu vera e propria immagine viva di don Calabria, testimone capace di mostrare con la sua vita la santità e lo “spirito puro e genuino” del fondatore. Inoltre nel suo apostolato fu vicino a tantissime persone, dentro e fuori dall’Opera. Fu Visitatore apostolico della Congregazione religiosa delle Poverette della Casa di Nazareth e soprattutto negli ultimi anni si dedicò alla direzione spirituale sia di religiosi sia di laici esterni all’Opera. Morì in concetto di santità il 16 febbraio 1986 a San Zeno in Monte.

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