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A un anno dal sisma giovani veronesi ad Ascoli

Dodici giovani veronesi sono presenti oggi e domani ad Ascoli Piceno ad un anno dal sisma che la notte del 24 agosto 2016 colpì il Centro Italia. Essi da alcuni giorni e fino a sabato stanno animando con coetanei di altre zone d'Italia Grest e centri estivi in alcuni paesi colpiti dal terremoto.

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A un anno dal sisma giovani veronesi ad Ascoli

Ci saranno anche i giovani della diocesi di Verona ad Ascoli Piceno per ricordare, ad un anno di distanza, il terremoto che ha sconvolto il centro Italia. Dodici ragazzi veronesi tra i 18 e i 25 anni prenderanno parte, infatti, ad alcuni momenti di riflessione, preghiera e ricordo organizzati nel capoluogo ascolano mercoledì 23 e giovedì 24 agosto per far sentire la vicinanza a chi ancora è senza una casa e per commemorare tutti i defunti.

Gli stessi giovani sono parte di un camposcuola, promosso dal Centro di Pastorale Adolescenti e Giovani (Cpag) della diocesi scaligera, della durata di una settimana (dal 19 al 26 agosto) e incentrato sulla formazione e sul servizio tra le persone terremotate e gli sfollati marchigiani, assieme ad altri ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia. Nel concreto, i partecipanti – coordinati dall’associazione Laboratorio della Speranza che li ospita in una parrocchia – sono chiamati ad animare i grest e i centri estivi nei paesi parzialmente danneggiati dal sisma, o sulla costa di San Benedetto del Tronto, negli alberghi dove ancora sono ospitati alcuni degli sfollati, organizzando giochi, laboratori e attività educative. Con gli anziani, invece, si cerca di creare occasioni di distrazione, dialogando o giocando con loro a carte. In diversi comuni all’interno del cratere sismico, infatti, pur registrando un numero contenuto di crolli, molte strutture sono tutt’oggi inagibili e diverse sono le persone che non possono far ritorno alle proprie abitazioni, vivendo quotidianamente una situazione di precarietà che non permette di superare il trauma vissuto.

«Questi campiscuola rispondono al nostro desiderio di creare prima di tutto un legame vero e duraturo con le persone» spiega don Nicola Giacomi, direttore del Cpag. «Oltre all’aiuto che possiamo dare, vogliamo testimoniare una solidarietà autentica, non di facciata, sperimentando la ricchezza del mettersi a servizio di chi si trova nel bisogno».

Il progetto AscolTiAMO

I contatti con le realtà terremotate sono cominciati già nei primissimi giorni successivi al sisma: «Alcuni dei nostri giovani si sono messi in moto autonomamente perché desideravano essere d’aiuto – ricorda Giacomi – da lì è nato il progetto AscolTiAMO che vuole essere un ponte tra Ascoli e Verona, non solo di aiuti, ma soprattutto di relazioni».

L’esperienza maturata nel corso degli anni dal Cpag in campo pastorale ed educativo, infatti, ha permesso di dare un supporto concreto alla diocesi locale: «Con i ragazzi di Ascoli ci siamo incontrati la prima volta già lo scorso settembre – ricorda Francesco Fasoli, coordinatore del progetto AscolTiAMO –, da allora i contatti sono diventati costanti. In novembre poi, un primo gruppo di circa 35 giovani veronesi è stato in visita nei paesi terremotati, cercando di portare conforto e qualche momento di svago agli sfollati che vivevano negli hotel; nelle scorse settimane, inoltre, abbiamo ospitato un gruppo di ragazzi di San Benedetto del Tronto a Campofontana, dove hanno preso parte ad uno dei campi Saf della nostra diocesi».

In questi mesi si è cercato di lavorare alla ricostruzione del tessuto sociale, così assieme all’associazione di promozione sociale Laboratorio della Speranza, nata appositamente dopo il sisma, e al servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Ascoli Piceno, sono stati ideati i campiscuola estivi (gli stessi a cui hanno partecipato come animatori i giovani veronesi) per fornire alle famiglie un servizio di educazione, animazione, crescita e condivisione, convogliando le numerose richieste arrivate da tutta Italia di contribuire attivamente nella ricostruzione.

Sono state in tutto 8 le settimane di attività organizzate da Laboratorio della Speranza, per un totale di circa 900 giovani volontari che da tutte le diocesi della penisola sono arrivati per prestare un servizio tra la gente, intervallato solo da apposite formazioni e da momenti di preghiera. «Sono esperienze assolutamente costruttive – osserva Fasoli, che ha partecipato in prima persona nella settimana di ferragosto assieme ad altri 10 veronesi – e poi lanciano un segnale forte di un paese unito e di giovani che non vogliono solo stare a guardare. Terminata questa ultima settimana di attività, con AscolTiAMO saremo coinvolti con gli amici del Laboratorio della Speranza nel prossimo progetto: “Le botteghe della speranza”, che punta ad unire la tradizione e i mestieri tipici del territorio, all’innovazione, per creare aggregazione, formazione e occasioni di lavoro».

(nella foto: i giovani veronesi con mons. Giovanni D'Ercole, vescovo di Ascoli Piceno)

Fonte: Comunicato stampa
A un anno dal sisma giovani veronesi ad Ascoli
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